Giornata delle vittime di mafia, Perugia celebra il ricordo con Libera

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Il Consiglio comunale di Perugia ha celebrato la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie su proposta di Libera. Nella seduta che si è svolta oggi, martedì 21 marzo, proprio in coincidenza con la ricorrenza di sensibilizzazione, i consiglieri comunali e il sindaco Andrea Romizi hanno infatti letto a turno il lungo elenco dei caduti per mano delle mafie. In rappresentanza di Libera hanno partecipato Alessandra Moreschini, del coordinamento regionale, Iona Cassisi e Brunetta Bellucci.

Il presidente del Consiglio, Nilo Arcudi, ha ringraziato sia l’associazione, per aver coinvolto il Consiglio comunale e per il lavoro quotidiano e intenso svolto sul territorio, sia la commissione comunale d’inchiesta sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, in particolare la presidente Daniela Casaccia, la vicepresidente Francesca Tizi e la consigliera Elena Ranfa, per aver subito accolto la volontà di Libera di lanciare un messaggio importante anche da Palazzo dei Priori.

La consigliera Daniela Casaccia, in qualità di presidente della commissione d’inchiesta, ha ricordato l’origine della ricorrenza celebrata ogni anno il primo giorno di primavera. “La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – ha detto – nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e che non sentiva pronunciare da nessuno il suo nome. Il dolore diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome. Pertanto, ogni anno viene letto un lungo elenco di nomi, che diventa memoria e ci sprona a un impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi, come un interminabile rosario civile, serve a farli vivere ancora in tutta la loro dignità, a non farli morire mai. È stata fissata la data del 21 marzo di ogni anno perché in questo giorno di risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale, perché solo facendo memoria si getta il seme di una nuova speranza. In ogni piazza il valore e la testimonianza dell’esserci. In ogni città un ricordo e una denuncia. Oltre il settanta per cento delle famiglie delle vittime non conosce la verità sulla morte dei propri cari. Ma il 21 marzo, e per tutti gli altri 364 giorni dell’anno, insieme ai familiari tutti diventiamo cercatori di verità”.

Alessandra Moreschini ha ringraziato il Consiglio comunale per aver aperto a Libera le porte di una delle sale più importanti della città. “Questa Giornata – ha ricordato – è nata dal dolore della madre di Antonio Montinaro a cui è intitolato il presidio territoriale di Libera a Perugia. Il 21 marzo leggiamo oltre mille nomi che a volte sono storie, volti e voci, ma a volte sono solo nomi la cui storia non conosciamo appieno e che vanno dall’Ottocento ai giorni nostri. Come cittadini di Perugia e di questo Paese, chiediamo alle istituzioni di non lasciarci il compito di vigilare: è necessario l’aiuto delle istituzioni, ecco perché oggi siamo qui a leggere questi nomi”. “Aiutateci a non trasformare questa giornata in un rito e a farne piuttosto un appuntamento in cui ciascuno possa portare una testimonianza del proprio impegno operativo. Il fenomeno mafioso non è morto, ha modificato le sue manifestazioni ma è presente, anche nelle regioni un tempo definite isole felici. La Regione Umbria ha avuto la sensibilità di istituire con anni di anticipo questa giornata. Dal territorio, quindi, ci aspettiamo collaborazione”, ha concluso Iona Cassisi.

Ha poi preso la parola la vicepresidente della commissione, Francesca Tizi. “Certe battaglie – ha affermato – si possono combattere solo insieme. La mafia è un nemico subdolo, che si nutre delle fragilità umane e scava fino a toglierti tutto. La mafia è dietro l’angolo, pronta alla resa dei conti, a far pagare un gesto coraggioso, l’ambizione alla giustizia, come è accaduto per Paolo Borsellino. La mafia è un virus che aggredisce le persone e l’economia, quella sana, quella di chi si spezza la schiena per guadagnarsi il pane. Neanche i nostri territori – ha aggiunto – sono esenti da questo male e noi tutti dobbiamo essere uniti nel contrastare e sradicare le mafie con un impegno costante nella nostra quotidianità”. La consigliera Elena Ranfa, componente della commissione d’inchiesta, si è associata all’appello di Cassisi: “Non basta il nostro grazie a Libera, serve il nostro continuo impegno. Ognuno deve fare ciò che può contro questa piaga. Questo momento deve essere il primo di tanti altri e, soprattutto, valere da monito per la nostra azione, da ora e per sempre”.

Il consigliere Michele Cesaro, oltre a complimentarsi per l’attività di Libera, ha reso noto che pochi giorni fa, insieme alla consigliera Casaccia, ha presentato in Commissione Toponomastica la proposta di intitolare uno spazio cittadino a Giuseppe Di Matteo, il bambino che venne rapito, tenuto segregato e infine ucciso e sciolto nell’acido dalla mafia per punire il padre che aveva deciso di collaborare con i magistrati. “Si tratta di un’iniziativa importante – ha sottolineato Cesaro – che si sta diffondendo in molte città italiane e che merita di essere realizzata anche a Perugia”.

In contemporanea alla cerimonia in Consiglio si è svolta la principale manifestazione cittadina collegata alla ricorrenza presso il rettorato dell’Università degli Studi di Perugia. Ad essa ha partecipato, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, l’assessore Gabriele Giottoli. Presente anche il gonfalone del Comune di Perugia.

I nomi delle vittime innocenti delle mafie sono stati proiettati lunedì 20 marzo sulla facciata di Palazzo dei Priori e la proiezione continuerà anche questa sera.