Discarica di Orvieto: la Regione Umbria si era opposta già cinque anni fa

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La Regione Umbria, non ora, ma cinque anni fa è stato l’unico Ente che ha detto ‘no’ all’apertura di un nuovo corpo discarica nel terzo calanco del sito Le Crete di Orvieto. E lo ha fatto con atti scritti, non a parole”. È quanto ribadisce l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, sottolineando come sia “sorprendente e inaccettabile il tentativo di mistificare, anche da parte di rappresentanti istituzionali, la verità sulla discarica di Orvieto”. È la Determinazione Dirigenziale n. 3899 del 1 giugno 2011 del Servizio VIA della Regione Umbria – precisa – che, con la Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto di ampliamento della discarica nel secondo e nel terzo calanco, ha respinto la richiesta presentata dalla ditta per l’apertura di un nuovo corpo discarica nel terzo calanco per una cubatura di circa 1,5 milioni di metri cubi”. Una bocciatura definitiva – afferma – pronunciata nel rispetto del Piano regionale che, nel recepire la gerarchia europea dei rifiuti, stabilisce che lo smaltimento a discarica deve avere un ruolo assolutamente limitato e residuale nel ciclo di gestione integrata dei rifiuti. Una bocciatura – aggiunge – pronunciata dopo che il progetto aveva avuto una positiva istruttoria nella conferenza della Provincia di Terni, con parere favorevole dell’Ambito territoriale n. 4 cui appartiene anche il Comune di Orvieto e che nel Piano regolatore per tutta l’area interessata aveva previsto una destinazione compatibile con l’ampliamento della discarica nel secondo e nel terzo calanco”.È dunque solo per l’intervento della Regione – sottolinea l’assessore Cecchini – se oggi l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Terni, con Determina Dirigenziale n.47044 dell’11 agosto 2011, non riguarda anche il terzo calanco. Ed è assolutamente strumentale che la questione sia agitata oggi anche da rappresentanti istituzionali, lo ribadisco, nell’ambito delle procedure autorizzative tuttora in corso per la sopraelevazione di 8 metri del corpo discarica attualmente in esercizio nel secondo calanco sul progetto di ‘adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale’ presentato dalla ditta il 12 agosto 2014 e motivato dai ritardi nell’incremento della raccolta differenziata accumulati dai Comuni dell’Ati n. 4, ritardi – conclude – che hanno fatto prematuramente esaurire la volumetria autorizzata”.