Cascia avviati i lavori di ristrutturazione di palazzo Frenfanelli

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Lo storico palazzo, sede del Comune, aveva subito dei danni in seguito al sisma del 2016

   

A Cascia sono stati avviati i lavori di ristrutturazione dello storico Palazzo Frenfanelli, sede del Comune,  a seguito dei danni subiti dagli eventi sismici del 2016.  Lo annunciano  il sindaco di Cascia Mario De Carolis e il vice commissario per la ricostruzione, residente della Regione Umbria Donatella Tesei.

   Palazzo Frenfanelli è uno dei 144 interventi monitorati dall’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione Umbria ed avviati con l’ordinanza del commissario straordinario (n. 109/2020) che ha approvato l’elenco unico di rimodulazione degli importi di interventi già finanziati con precedenti ordinanze commissariali come la n. 56/2018.

  L’edificio, situato all’interno del centro storico, apparteneva in origine ai conti Frenfanelli, una delle famiglie ghibelline più benestanti e illustri del territorio, e venne acquistato nel 1706 dal Comune di Cascia. Da allora e fino al 30 ottobre 2016 l’edificio è stato utilizzato per le funzioni dell’amministrazione comunale oltre ad essere sede della banda musicale e della corale cittadina. All’interno si sviluppa anche una parte del percorso meccanizzato che si snoda nel centro storico e che conduce alla basilica di Santa Rita. Si tratta, quindi, di una grande rilevanza strategica per le attività amministrative, culturali e turistiche locali.

   I lavori saranno eseguiti dalla ditta Edil Costruzioni Group s.r.l. e l’importo è di euro 863.592,36, esclusa IVA. La durata dei lavori è stimata in trecento giorni. Tutti gli interventi sono stati progettati nel rispetto della tutela dell’identità storica e culturale del Palazzo sotto il controllo del R.U.P. Ing. Barbara Laureti dell’Area Lavori Pubblici del Comune di Cascia.

  Rivedere all’interno di un’unica sede tutti i servizi comunali casciani è l’obiettivo dell’amministrazione e dell’USR della Regione Umbria visto che allo stato attuale i servizi sono dislocati in sedi temporanee, anche non direttamente collegate tra loro, creando non pochi disagi all’utenza e all’attività amministrativa. Poi sarà la volta delle scuole, della biblioteca e di tutto quello che si attende da sette anni. Un passo alla volta