“Avviare una riapertura sostenibile e graduale nella somministrazione du alimenti e bevande con protocolli e controlli rigidi”

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“Avviare una riapertura sostenibile e graduale nella somministrazione du alimenti e bevande con protocolli e controlli rigidi”. La nota del Consigliere regionale, Vincenzo Bianconi (Misto)

Il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Misto) propone di

“avviare una riapertura sostenibile e graduale, nella somministrazione di alimenti e bevande, con protocolli e controlli rigidi. Iniziando dalle attività che hanno spazi all’aperto e la possibilità di offrire il necessario distanziamento all’interno. Ma si deve ripartire oggi, dando un segnale concreto a questo mondo”.

Bianconi rimarca che

“i ristoratori, i bar e tutte le altre imprese della somministrazione di alimenti e bevande non ce la fanno più. Noi dobbiamo aiutarli a ripartire, con regole ferree, controlli puntuali e sanzioni esemplari, perché se si vuole è possibile riaprire tutelando la salute di tutti, utenti e lavoratori. Sono certo che, se si sarà necessario per la salute pubblica, nessuno si sottrarrà anche a tamponi a tappeto per i lavoratori delle attività di somministrazione, magari a carico della Regione, con la cadenza che si riterrà più adeguata. Il periodo è difficile e serve la collaborazione di tutti, anche degli utenti finali, che non devono mettere in difficoltà gli stessi esercenti. Oggi occorre che questo settore, che alimenta un indotto importante per l’economia, sia messo nelle condizioni di ricominciare a respirare. Purtroppo sono molti quelli che hanno deciso di chiudere in maniera definitiva, anche attività storiche. Le manifestazioni di piazza hanno messo in luce lo stato di una esasperazione diffusa. Al termine del blocco dei licenziamenti poi, si rischia di pagherà un prezzo molto alto in termini di perdita di posti di lavoro, e questo diventerà un problema sociale di cui avere coscienza oggi e non dopo, quando è troppo tardi come spesso accade. Mi auguro che la Regione Umbria faccia tesoro degli errori commessi nella gestione sanitaria della pandemia, che possa prevedere fin da subito misure di sostegno al lavoro attivo, premiando chi investirà e rischierà nella sua impresa, mantenendo o implementando il numero dei posti di lavoro con un voucher che possa durare per almeno tutto il prossimo semestre, periodo ancora complesso di transizione e quindi di grande rischio. Io lo chiedo da un anno, ma non mi arrendo e non perdo la speranza: il buon senso sono certo che prima o poi prevarrà sulla miopia della contrapposizione ideologica partitica. Queste misure devono essere costruite oggi, perché fare impresa necessita di programmazione e tempo. Le persone, i lavoratori e gli imprenditori, hanno bisogno di guardare ai prossimi mesi con la consapevolezza e la chiarezza di chi deve rispondere ad altri. Serve oggi conoscere gli strumenti con i quali affrontare il domani, affrontare la propria battaglia per sostenere il lavoro per la propria dignità economica e sociale. Questa non è una battaglia di parte, ma è una battaglia per la tenuta sociale della nostra comunità regionale e quindi per il bene comune dell’Umbria”.