AVIS Perugia: 5859 donazioni nel 2022

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“C’è bisogno di sangue e di plasma, andiamo a donare!”

   

Si è tenuta sabato 25 febbraio 2022, presso il Comitato Daniele Chianelli di Perugia, la 57° assemblea annuale di AVIS Comunale Perugia. Un’occasione per incontrarsi e tirare le somme dell’anno appena trascorso, ma anche un momento di confronto sui progetti futuri di Avis Perugia.

L’assemblea ha visto la partecipazione di tantissime persone: soci Avis, volontari di altre Associazioni che operano nel sociale, ragazzi del Servizio Civile Universale, amici e amministratori locali tra cui: l’assessore alle Politiche Sociale Edi Cicchi; la dottoressa Maria Pia Angellotti dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Prevenzione e della Riabilitazione (Ordine TSRM Perugia e Terni); ed il Presidente di Avis Regionale Gianpietro Briola.

Ad aprire l’incontro è stato il Presidente di Avis Comunale Perugia Stefano Migliorati, che ha ringraziato Luciana e Franco Chianelli e tutto il Comitato per l’ospitalità ricevuta. Dopo i ringraziamenti iniziali, il Presidente Avis ha illustrato ai presenti i dati relativi alle donazioni del 2022, che hanno registrato un calo rispetto all’anno precedente: 5859, questo il numero delle donazioni complessive del 2022, in calo del 7,84% rispetto al 2021, in cui si era raggiunto il secondo miglior
risultato di sempre. Questo calo non è però attribuibile alla leggera diminuzione degli associati, che sono passati da 5385 agli attuali 5346, bensì ad una complessa situazione generale che ha portato nel 2022 ben il 37% dei donatori, a non poter o voler effettuare neanche una donazione.

«Questo dato preoccupante – ha sottolineato Migliorati – ci dice che dobbiamo intervenire fin da subito per motivare i donatori, ma parimenti per capire quali ostacoli hanno generato tale fenomeno e adoperarci per rimuoverli, perché nuovi donatori scelgano di entrare a far parte della nostra associazione, consapevoli che poter donare è un privilegio, poiché significa in primis, essere in buona salute».

Un dato importante emerso dall’analisi dei dati è quello relativo all’età dei donatori, guardando infatti la composizione anagrafica dei donatori AVIS Perugia, emerge come la contrazione demografica delle nascite stia iniziando ad incidere sul ricambio e sostenibilità della raccolta, solo il 18% dei donatori, infatti, ha meno di 25 anni (con più donne in percentuale che uomini), mentre le altre fasce di età sono tutte più numerose.

«In generale, purtroppo l’indice donazionale rimane basso perché solo una minima parte dei potenziali donatori, decide di farlo. – ha sottolineato il Presidente Avis – È  per questo che dobbiamo investire maggiormente nella testimonianza del nostro gesto, non certo per essere superbi o per farci dire bravi, ma perché solo coinvolgendo direttamente chi ci è più prossimo come un familiare, un figlio, un amico, un collega di lavoro, riusciremo a fargli capire la bellezza e l’importanza di questo gesto salvavita, regalandogli anche uno screening medico gratuito e incrementando quel senso di appartenenza e di cittadinanza attiva che vince l’egoismo e crea la pace».

Si è poi discusso dell’importanza di fare rete e di attivare dei progetti di cittadinanza attiva sul territorio, sono state poi analizzate le attività svolte durante l’anno, come quella della prenotazione che è stata un’innovazione che ha saputo sicuramente raggiungere alcuni importanti obiettivi. In primis quello di rendere ancora più sicuro in tempo di Covid-19 il percorso di accesso/accoglienza al SIT, ottimizzando anche i tempi di attesa e soprattutto quello di distribuire in modo più omogeneo nell’anno e mirato nella tipologia di gruppo sanguigno, la raccolta effettuata. Il quotidiano contatto con il trasfusionale ha consentito di conoscere in anticipo le giacenze, orientando le chiamate dei donatori in base al loro gruppo.

Tantissime poi le iniziative messe in campo per la promozione e valorizzazione della cultura del dono:

«Attraverso le molteplici iniziative organizzate dall’Atletica Avis e dal Piedibus del Ben Essere, – ha detto Stefano Migliorati -abbiamo cercato di sensibilizzare non solo alla donazione, ma ai corretti stili di vita che sono alla base della cura della persona e della capacità dei donatori di invecchiare bene, donando anche oltre i 65 anni. Un altro progetto molto importante per il futuro della nostra Avis è stato quello di educazione alla cittadinanza attiva, che stiamo portando avanti insieme a tanti amici, ai ragazzi del servizio civile universale e ai docenti, negli Istituti ed Università di Perugia, per far crescere i giovani nella cultura del dono di se, esprimendo anche il desiderio di poter donare oltre al sangue, il midollo o gli organi».

L’assemblea è stata anche occasione per conferire diversi riconoscimenti ai donatori più attivi, tra cui anche tre premiati con il riconoscimento “Oro-Smeraldo” destinato ai donatori con più di 100 donazioni.