Ad Orvieto ”Verrà un giorno”

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l Sindaco di Orvieto:

Una formula diversa dalle megamostre, megafestival o megaraduni. Piuttosto una piccola rassegna con l’intento di “creare la giusta occasione per tentare di restituire a un luogo sacro una voce in grado di parlare alla solitudine, allo smarrimento degli uomini di oggi. Un appuntamento nel quale le persone che si fanno domande possano ritrovarsi per approfondire stimoli che stanno al di fuori dal frastuono dei media”.
E’ il format dell’iniziativa ideata dalla scrittrice Susanna Tamaro che, da un anno, fa parte dell’Opera del Duomo di Orvieto. Ente che ha subito condiviso il progetto, perché “il capolavoro di Luca Signorelli nella ‘Cappella Nova’ – sostiene il Presidente, Francesco Venturi – è la fonte di ispirazione del ciclo di incontri che porteranno al centro del dibattito i grandi temi del nostro tempo. L’attenzione al contemporaneo è una delle costanti dell’Ente fin dagli inizi della sua attività legata alla costruzione del Duomo la cui prima pietra fu posata nel 1290”. Pochi incontri, ogni volta una lectio magistralis, temi e relatori d’eccezione, con un nume tutelare che è nella storia dell’arte. Il primo di tre diversi cicli tematici si intitola VERRA’ UN GIORNO. Riflessioni sul Giudizio Universale. L’appuntamento è ad Orvieto nei giorni 1-2-3 maggio presso il Palazzo dei Congressi.
Si parte dunque dal Giudizio Universale di Luca Signorelli, ospitato all’interno della cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto. Affresco monumentale che suggerisce motivo, linea, approfondimento, proposti dalla rassegna. Verrà un giorno inizia venerdì 1 maggio alle ore 17, con il prof. Luigino Bruni, docente di economia alla Lumsa e collaboratore di Avvenire che interviene sul tema: Vogliamo un cielo più alto del tetto di casa: l’eclissi del tempo e il desiderio di paradiso. Sabato 2 maggio, alle 11, il contributo di Andrea Segré, docente di politica agraria internazionale e comparata presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna: Primo, non sprecare. Dieci ingredienti per uscire dalla crisi.
Ancora sabato, alle ore 17, è la volta del presidente della Specola Vaticana e astrofisico, Padre José G. Funes, con una lezione dal titolo La Fine dell’Universo. Domenica 3 maggio alle 11, il professor Angelo Vescovi, direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza e docente di Biologia Cellulare presso il Dipartimento di Biotecnologia e Bioscienza all’Università di Milano-Bicocca, propone una riflessione dal titolo: Dal Caos verso la Complessità dell’Uomo e una Nuova Medicina.
Alle 17, invece, il professor Giuseppe M. Della Fina, archeologo e direttore del Museo Etrusco di Orvieto illustrerà al pubblico la storia della scomparsa di una Civiltà Etrusca con l’intervento dal titolo: Come l’erba del campo: ci sono stati i secoli degli Etruschi.
Ad arricchire la manifestazione sono in programma altre iniziative: sabato 2 maggio alle 21, all’interno del Duomo, il Trio Magritte, Emanuela Piemonti, Yulia Berinskaya, Relja Lukic con la partecipazione di Fabrizio Meloni, eseguirà il Quatuor pour la fin du temps, scritto dal compositore francese Olivier Messiaen nel 1941, nel campo di concentramento di Göerlitz, durante l’invasione tedesca della Francia.
Per facilitare la partecipazione delle famiglie, l’organizzazione ha previsto – in contemporanea agli orari delle conferenze – quattro laboratori dedicati ai bambini, nei suggestivi Sotterranei del Duomo, tenuti dall’artista polacca Agnieszka Zawisza, autrice e illustratrice, tra l’altro, di un libro dal titolo Un seme speciale. La meravigliosa storia del Corpus Domini dedicato al miracolo di Bolsena, da cui scaturì la costruzione stessa del Duomo.
Per la partecipazione agli eventi è richiesto l’acquisto della tessera Verrà un giorno, al costo di 5€, disponibile presso il Palazzo dei Congressi in Piazza del Popolo.