90 i cittadini stranieri che hanno trovato “rifugio” a Narni

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Una novantina quelli presenti in tutta la “zona sociale”. Cinquanta dei quali distribuiti nella zona di Narni. Questi i numeri dei cittadini stranieri, che vengono definiti “rifugiati” e che risultano essere presenti sul territorio narnese. I dati sono stati diffusi dai Servizi Sociali del comune. “Sulla zona sociale di Narni e Amelia – viene spiegato dalla dirigente che segue questo settore -, ruotano 86 rifugiati ordinari, 6 vulnerabili per disagio mentale e 10 vulnerabili minori non accompagnati. Accanto ai progetti Sprar (Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), del servizio centrale, la Prefettura gestisce le emergenze con strutture sul territorio del comune di Narni. Le disponibilità date sono per 32 posti a Treie, e 10 presso la località di Stifone-Recentino. La Prefettura chiede ulteriori posti da distribuire sull’ambito per evitare prese di posizione a titolo ordinatorio. A tal fine i comuni di Montecastrilli, Alviano e Lugnano hanno dato ampia disponibilità. In merito alle ulteriori richieste in Prefettura, durante la manifestazione del 20 luglio, giornata per il rifugiato politico, è stato detto che l’acoglienza sul nostro territorio è inferiore alla media nazionale. Questo per dire che un conto è la percezione della presenza degli immigrati avvertita dalla popolazione, che la presenza stessa”. Dal Comune viene anche confermato che: “La responsabilità dei rifugiati che fanno capo al progetto ‘Sprar’, fa capo all’ente gestore (in questo caso il Beata Lucia di Narni)”. Viene anche ribadito che “per quanto riguarda i 6 ragazzi ospiti a Villa Renata, per loro è previsto sempre l’accompagnatore”.