Violenza di genere: firmato protocollo d’intesa

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Violenza di genere: firmato protocollo d’intesa. La mattina di lunedì 22 gennaio è stato firmato a Perugia il protocollo d’intesa per la realizzazione del sistema regionale di contrasto

Una cornice dentro la quale definire azioni e intenti per dire un fermo “no” alla violenza contro le donne: si può riassumere così il senso del protocollo siglato stamani a Perugia tra la Regione Umbria e un autorevole numero di  soggetti coinvolti, a vario titolo, nella rete antiviolenza –  tra i quali le Prefetture, le Questure, i Tribunali, le Forze dell’Ordine, le Aziende sanitarie, i Comuni, le Associazioni – per dare vita a una rete regionale e realizzare un sistema di contrasto alla violenza di genere.

Attraverso il Protocollo – ha riferito la Presidente della Regione che ha firmato il documento in prima battuta con il Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, e il Prefetto di Terni, Paolo De Biagi – si vuole fare sistema per contrastare un fenomeno rilevante ed esteso che tende ad aumentare.

L’Umbria, purtroppo, è tra le regioni che hanno registrato nel tempo delitti efferati sulle donne.

E’ quindi necessario intervenire con una forte azione tra più soggetti che, a volte fanno fatica a dialogare, in modo da ottimizzare anche le risorse. Oggi è una giornata importante.

E la firma del documento è a ridosso di un altro episodio di violenza su una donna avvenuto a Terni.

Il Protocollo ha due teste – è stato detto – Da una parte è a capo la Regione e dall’altra le Forze dell’Ordine che, in sinergia, svolgono funzioni ognuno attinenti alle proprie competenze.

In questo contesto assume un ruolo importante la prevenzione, anche attraverso un lavoro di sensibilizzazione nelle scuole, e la formazione.

Per sostenere le azioni finalizzate a ridurre l’esposizione delle donne a rischio di violenza, la Regione  investe anche in termine di risorse così come previsto dalla legge regionale in materia.

  “Non è stato facile – ha detto il Prefetto di Perugia – mettere insieme tutti questi soggetti provenienti da enti ed istituzioni diverse. E’ stato fatto un lavoro impegnativo per dare vita ad uno strumento di lavoro che richiede un impegno quotidiano”.

Per il Prefetto di Terni, “la violenza di genere è trasversale e tocca tutte le fasce sociali, quindi è necessario agire sul fronte della prevenzione e della repressione. Ieri – ha detto – è avvenuto a Terni un episodio di violenza che ha scosso la comunità e, purtroppo, non c’era bisogno di questo nuovo caso per ribadire l’importanza della lotta al fenomeno”. 

Attraverso il Protocollo si vuole dare gambe alla legge regionale n. 14/2016 “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra uomini e donne”, realizzando oltre alla rete, un sistema di servizi di contrasto alla violenza sulle donne, proteggere le vittime anche da nuovi atti, proteggere e supportare i bambini e le bambine testimoni di violenza assistita, promuovere la concreta parità tra i sessi.

L’obiettivo finale è aiutare le donne ad uscire dalla spirale di violenza sensibilizzando e responsabilizzando tutti i soggetti che, a vario titolo, vengono coinvolti a cogliere adeguatamente la richiesta di aiuto e a sviluppare una forte collaborazione per offrire risposte coordinate ed integrate, prevedendo una particolare attenzione al primo contatto con la donna vittima di maltrattamento o violenza.

Nel documento è previsto in modo chiaro che occorre assicurare che l’accoglienza delle donne che denunciano, avvenga in condizioni di rispetto della riservatezza ed in ambienti consoni a tale scopo, considerata la particolare condizione di fragilità in cui si trova il soggetto che denuncia.

Inoltre, va garantita a tutte le donne, nella lingua che comprendono, un’informazione adeguata e tempestiva sui servizi di protezione/sostegno, nonché sulle misure legali disponibili, garantendo la massima riservatezza delle informazioni personali e sensibili.

In proposito, sarà prevista la giusta divulgazione per informare le donne sul fatto che i servizi garantiscono riservatezza nell’assistenza

Per assicurare le finalità e le premesse del Protocollo, i soggetti firmatari si impegnano oltre che a costituire la Rete regionale il Sistema dei servizi, ad attuare, ad ogni livello, gli obblighi che discendono dall’applicazione della Convenzione di Istanbul che esclude la possibilità per chiunque di trasformare il dislivello di potere e la violenza di coppia e familiare in conflittualità tra persone aventi lo stesso grado di potere.

In questo percorso i soggetti interessati dovranno supportare la Regione nella definizione del funzionamento del Sistema dei servizi di prevenzione e contrasto, da realizzare anche attraverso la predisposizione di specifiche linee guida, concorrendo alla definizione di protocolli operativi per rendere operativa l’intera Rete dei servizi del territorio regionale, condividendo le informazioni e buone pratiche, sviluppando procedure e interventi operativi che permettano azioni efficaci ed integrate e soprattutto l’ adozione di prassi condivise.

Sono previsti anche interventi formativi specifici basati su un’ottica di genere ed una metodologia condivisa, integrata e multidisciplinare, assicurando la più ampia partecipazione possibile di propri referenti e operatori agli interventi stessi.

Inoltre, le parti dovranno mettere a disposizione dell’”Osservatorio regionale sulla violenza di genere” i dati statistici in proprio possesso al fine di implementare un sistema di rilevazione e di monitoraggio del fenomeno della violenza e sostenere la ricerca sulle forme di violenza per studiarne le cause e gli effetti, come pure l’efficacia delle misure adottate in Umbria.

Tra gli obiettivi di lavoro c’è anche quello di sostenere e consolidare un programma di educazione e prevenzione rivolto alle studentesse e agli studenti basato sulla valorizzazione delle differenze di genere e sul contrasto degli stereotipi e dei pregiudizi.

Promuovere attività di educazione all’affettività, favorendo momenti di riflessione e formazione relativamente alle tematiche della differenza di genere.

La Regione Umbria assume gli impegni di coordinare la Rete e il Sistema regionale dei servizi, di predisporre la definizione delle linee guida e la sottoscrizione dei Protocolli specifici e di verificarne e monitorarne lo stato di attuazione.

Inoltre, dovrà definire e realizzare la governance regionale e territoriale, stabilire i requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, stabilire i criteri e le modalità per il rilascio delle autorizzazioni e istituire l’elenco regionale dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio.

Il Protocollo avrà la durata di 3 anni.