Violenza di genere e pandemia: “La Regione tenga conto dell’aumento dei casi”

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Violenza di genere e pandemia: “La Regione tenga conto dell’aumento dei casi”. È quanto afferma il capogruppo regionale del Partito democratico Tommaso Bori

“È necessario che le istituzioni regionali tengano maggiormente conto del significativo aumento dei casi di violenze di genere, strettamente legato alla fase di emergenza sanitaria, così come rilevano i dati fortini dall’Oms e dall’Istat a livello italiano e regionale”.

È quanto afferma il capogruppo regionale del Partito democratico Tommaso Bori annunciando

“di aver inoltrato al Presidente del Comitato per il controllo e la valutazione, Thomas De Luca, una formale richiesta, per promuovere una verifica sulla corretta e regolare applicazione della clausola valutativa in merito a due leggi regionali: la ‘3/2017’ ‘Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere’, e la ‘14/2014’ ‘Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini’”.

“Si tratta – spiega Bori – di un atto che riteniamo doveroso e opportuno per verificare, a distanza di anni, quale sia attualmente il reale livello di attuazione di queste due leggi che erano state approvate con l’intento di sostanziare dei valori di civiltà e tradurli in azioni concrete, tanto più necessarie in questa fase di emergenza in cui l’isolamento e la paura provocati dall’emergenza coronavirus hanno innescano nuove spirali di aggressività e violenza contro donne, uomini, bambini o anziani. Ritengo altresì che su questi temi sia necessario dare un segnale in controtendenza circa un certo clima di arretramento culturale che sta minando i diritti e la convivenza civile”.

“A tal fine – conclude Bori – ho chiesto che all’esito di tale accertamento venga fatta una puntuale relazione nella prima seduta utile del Comitato, così da poter richiedere l’immediata attivazione delle azioni e misure eventualmente non applicate”.