Una proposta di legge per mettere in evidenza la figura della donna con disabilità

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“Oggi, più che in altri momenti, è fondamentale celebrare la giornata internazionale dei diritti della donna, ricordandoci delle conquiste sociali, economiche e politiche, e non dimenticando le discriminazioni e le violenze. L’8 marzo andrebbe celebrato ogni giorno dell’anno: infatti se con la pandemia, la figura della donna è emersa centrale nella lotta al Covid-19, allo stesso tempo è evidente l’aumento della disparità di genere, in particolare per le donne con disabilità soggette a discriminazione multipla”.

Lo afferma il consigliere regionale della Lega Francesca Peppucci, la quale annuncia una proposta di legge per

“mettere in evidenza la figura della donna con disabilità all’interno della legge ‘Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini’, che attualmente non viene contemplata”.

“Le donne con disabilità – spiega Peppucci – non vivono una ‘semplice’ discriminazione, bensì una discriminazione ‘multipla’, legata non solo all’essere donna, ma anche al tipo e al livello di disabilità. Chi è donna ed è disabile è ‘colpevole’ quattro o cinque volte di più: in Italia, sono oltre un milione e settecentomila le donne con disabilità oggetto di discriminazione multipla. Una donna con una condizione di disabilità ha una possibilità maggiore di subire violenza psicologica e fisica dal suo partner, oppure di essere esclusa o maggiormente svantaggiata in vari ambiti, come lavoro, opportunità economiche, autonomia, assistenza, possibilità di partecipare alla vita politica, sessualità, genitorialità, esercizio del controllo in molti ambiti della propria vita. Il concetto di discriminazione multipla delle donne con disabilità sta diventando sempre più rilevante a livello nazionale ed è importante intervenire per riconoscere questo fenomeno e mettere in campo tutte le azioni necessarie per contrastarlo”.

“La Regione Umbria – conclude – non può più far finta di nulla e non può essere da meno. Per questo auspico che la mia proposta di legge, che identifica la figura della donna con disabilità, possa essere accolta favorevolmente dall’Assemblea legislativa nella sua totalità”.