Terni: sanità e sede USL. Quattro atti a tutela della città

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Quattro atti d’indirizzo in materia di organizzazione della sanità e per la tutela delle esigenze del territorio ternano, sono stati approvati nelle ultime settimane dal consiglio comunale di Terni. Tutti gli atti sono stati approvati all’unanimità, tranne uno che ha avuto un’astensione. Il primo atto approvato è un atto d’indirizzo proposto dal gruppo consiliare di Forza Italia e successivamente emendato su richiesta del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, attraverso il quale il consiglio impegna il sindaco e la giunta a richiedere la convocazione della Conferenza dei Sindaci della ASL numero 2 affinché senza ulteriori e incomprensibili rinvii, venga definitivamente individuata la città di Terni come sede della USL numero 2, evitando lo spezzettamento degli uffici sul territorio”. Con l’emendamento l’impegno richiesto è stato esteso anche “a chiedere l’istituzione di un apposito dipartimento della Direzione regionale Salute e Welfare dedicato alla prevenzione e al monitoraggio epidemiologico ambientale con sede in Terni, al fine di costituire un presidio fisso in merito all’impatto sanitario e sulla filiera agroalimentare dell’inquinamento ambientale”. Il secondo atto d’indirizzo approvato dal consiglio comunale (anche in questo caso con emendamenti) era stato proposto dai consiglieri Andrea Cavicchioli (Pd) e Faliero Chiappini (Cittaperta). Anche in questo caso il consiglio impegna il sindaco e la giunta a “monitorare, di concerto con il Direttore Generale e con la Regione, il percorso per la realizzazione della nuova sede operativa dell’Azienda USL, assicurando certezze, disponibilità di risorse e rispetto dei tempi comunicati, nel contesto della conferma per Terni della sede dell’Azienda USL n.2 dell’Umbria; a richiedere ai Direttori dell’Azienda USL, dell’Azienda Ospedaliera di Terni e alla Regione, un progetto organico di integrazione per ottimizzare l’offerta dei servizi e affrontare le criticità, utilizzando nel modo migliore le risorse disponibili, da presentare entro sei mesi anche prevedendo incentivi specifici e premialità; a richiedere all’Azienda Ospedaliera S. Maria un cronoprogramma operativo per la conclusione della modernizzazione e dell’adeguamento delle strutture e delle strumentazioni e una nuova organizzazione dei vari comparti, che in relazione alla necessità e ai problemi riscontrati, possa dare risposte adeguate in tempi rapidi coinvolgendo il personale ed incrementando la dotazione organica, per superare carenze oggettive che creano difficoltà spesso superate con l’abnegazione dello stesso personale sottoposto a pesanti turnazioni, uso eccessivo dello straordinario ed anomalo della reperibilità e dei riposi, sostenendo nei confronti della Regione anche il recente accordo posto in essere dalla Direzione Aziendale con le Organizzazioni Sindacali che può contribuire ad assicurare migliori livelli di assistenza; a richiedere per l’Azienda Ospedaliera S. Maria il completamento in tempi rapidi delle procedure per la sostituzione e la nomina di tutti i Direttori di Strutture complesse e settori rilevanti, determinante per la qualità dell’offerta dei servizi e per la configurazione positiva dell’Ospedale di Terni; a richiedere che si evitino per l’Azienda Ospedaliera di Terni e per l’Azienda Ospedaliera di Perugia l’utilizzazione contemporanea di un singolo direttore di struttura complessa e che per l’Oncoematologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni siano individuati locali e risorse adeguate, con la dotazione per i ricoveri, superando l’attuale stato di oggettiva difficoltà e disagio; a porre in essere ogni azione per la conferma e lo sviluppo dei livelli di alta specializzazione dell’Ospedale di Terni, tenendo anche conto del costante aumento delle mobilità extraterritoriale che ha registrato circa 6000 pazienti da fuori regione per l’anno 2016 e della necessità, in questa ottica, di elevare il rapporto con l’Università di Perugia, che deve essere rivolto ad individuare apporti di qualità per l’Azienda Ospedaliera Ternana, stimolando e valorizzando la ricerca e la sperimentazione nel percorso della effettiva realizzazione dell’Azienda Ospedaliera–Universitaria”. Il terzo atto d’indirizzo approvato all’unanimità dal consiglio era stato proposto dai consiglieri Piccinini, Orsini e Desantis del gruppo consiliare del Pd. Attraverso quest’atto il consiglio impegna sindaco e giunta “ad intervenire nei confronti della direzione ospedaliera affinché vengano prese in esame altre soluzioni (rispetto all’ipotesi di spostamento presso l’immobile dell’ex Milizia) per la struttura complessa di oncoematologia, al fine di risolvere definitivamente il problema legato alla mancanza di idonei spazi per fornire il servizio”. Infine il quarto atto d’indirizzo approvato con 28 voti a favore e un’astensione, era stato proposto da Enrico Melasecche (IlT). Attraverso di esso il consiglio comunale impegna sindaco e giunta a “prendere tutte le necessarie iniziative verso la Regione,m l’Università e l’Azienda Ospedaliera di Terni per far sì che nell’ambito del protocollo attuativo regione-università si preveda una direzione unica di chirurgia toracica assegnata a Terni, con due strutture complesse nelle sedi di Perugia e Terni che si ripartiscano settimanalmente le attività di carattere chirurgico in attesa che siano definiti i Dipartimenti Assistenziali Interaziendali; a fare in modo che si salvaguardi un reeale esempio di integrazione tra università e aziende ospedaliere umbre, ponendo fine al depauperamento di eccellenze insediate nell’ospedale di Terni”.