“Siccità e grandine colpiscono le coltivazioni dell’Umbria”

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Coldiretti:

L’indagine di Coldiretti

   

In Umbria le alte temperature stanno causando un calo del 30 per cento per grano ed orzo. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, sulla base di dati Crea, diffusa in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione a Roma. In Umbria sottolineata anche la “sofferenza” per i settori frutta e verdura. Per Coldiretti è preoccupante pure la situazione per uliveti e vigneti, dove la siccità ha mandato in stress idrico le piante, con una probabile diminuzione dei raccolti che potrà essere quantificata selle prossime settimane.

Dopo la siccità la grandine, accompagnata da vento forte e pioggia violenta, ha danneggiato ortaggi, frutteti, campi di girasole, olivi, erba medica e in alcuni casi il tabacco e vigneti dell’Umbria.

La Coldiretti spiega che il maltempo ha interessato a macchia di leopardo diverse zone dell’Umbria, in particolare tra il ternano e lo spoletino, anche se i fenomeni hanno interessato anche Norcia, l’eugubino e il folignate. Secondo l’organizzazione degli agricoltori, la forte perturbazione ha colpito “pesantemente” soprattutto nelle campagne di Acquasparta e Casteltodino di Montecastrilli, nonché diverse zone di Spoleto e Terni. Coldiretti spiega che pomodori, zucchine, fagiolini, cetrioli, peperoni, sono stati “letteralmente mitragliati dalla grandine”, come conferma Serena Cappuccino dell’azienda agricola biologica “I frutti di Spoleto”. Ad essere danneggiati sono stati pure gli olivi e gli alberi da frutto come melograni e prugne, mele cotogne e albicocche. Anche Andrea Pasqua, agricoltore di Acquasparta ha subito danni: i campi di girasole e di erba medica sono stati pesantemente danneggiati da grandine e vento, che ha allettato e trinciato le piante.

“La grandine – sottolinea Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria – è l’evento climatico più temuto dagli agricoltori per i danni irreversibili che provoca ai raccolti visto che in una manciata di minuti è in grado di distruggere il lavoro di un anno, in una situazione in cui la siccità ha già avuto un grave impatto sulle produzioni, con la stima per diverse colture di un calo del 30%. Manifestazioni che, tra l’altro non cambiano lo stato di sofferenza idrica sul territorio, colpito pesantemente pure da diversi incendi”.

“Siamo di fronte – ribadisce Mario Rossi direttore regionale Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione di lungo periodo”.