Si annuncia una grande edizione per il Gubbio Summer Festival 2015

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E’ affidato a virtuosi del violino e del pianoforte come i maestri Felice e Dario Cusano il concerto inaugurale del 26° Gubbio Summer Festival, in programma nella città umbra dal 20 luglio al 6 agosto. Appuntamento il 20 luglio, alle ore 21.15, presso la Sala Refettorio del complesso monumentale di San Pietro nel cuore del centro storico eugubino. Il maestro Felice Cusano per anni ha fatto parte di prestigiosi complessi quali il Sestetto Chigiano, i Virtuosi di Roma e i Solisti Italiani con i quali si è esibito come solista nei teatri più importanti del mondo. Ha suonato con le orchestre italiane più prestigiose e le sue incisioni hanno fatto il giro del mondo. Ha insegnato per vent’anni al conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e ha avuto altre esperienze didattiche. Al Gubbio Summer Festival è un consolidato punto di riferimento e la sua masterclass è sempre particolarmente numerosa con prenotazioni in largo anticipo.

Maestro Cusano, tra lei è il violino è amore da sempre?

“Assolutamente sì, da sempre. Più passa il tempo e più diventa forte, anche adesso alla mia età. E’ stato casuale l’approccio. Non ho cominciato presto: mio padre si dilettava con il violino e a 8 anni me lo regalò. Da lì è cominciato tutto e non mi sono mai fermato”.

I suoi virtuosismi con lo strumento sono famosi per la qualità e soavità del suono: c’è un segreto?

“Il suono è molto personale e nasce da dentro di ciascuno. Non è un fatto meccanico. ll suono è quello che si veicola e passa. Il sentimento si trasforma in suono. Credo che il suono sia la cosa più importante: deve essere espressivo, forte, dolcissimo e talvolta anche violento. Il suono è fatto di tanti colori, come la pittura. La gamma dei colori deve essere molto ampia, dal piano al forte. Conta quello che parte dal cuore e dall’anima”.

Cosa insegna soprattutto ai giovani di oggi al di là della tecnica?

“Porto e cerco di inculcare la bellezza del violino e del suono del violino. Sono questo gli aspetti più importanti e gratificanti, ed è quello che fa la differenza tra violinisti. La volontà è trasmettere la passione per la musica e per lo strumento”.

Da molti anni è protagonista anche a Gubbio: la città e l’Umbria cosa le ispirano?

“L’Umbria è una regione magica, tra le mie preferite, e Gubbio è a dir poco poetica. E’ una citta di poesia. Ogni volta che vengo mi commuovo, ha un profumo particolare”.

Cosa pensa in particolare del Gubbio Summer Festival?

“Ritengo che sia uno dei più importanti e non lo dico certo perché vi partecipo. E’ uno degli appuntamenti meglio organizzati e riusciti del panorama. Lo si deve a una persona capace come Katia Ghigi che ha in sé la gradevolezza personale e ha una grande forza. Riesce sempre a coinvolgere professionisti di alto livello. Sono felice che quest’anno sia stato invitato Marco Fiorini, un grande violinista, che ha appena preso il mio posto alla Scuola di musica di Fiesole. Mi fa davvero molto piacere trovarlo a Gubbio”.

Suonare in coppia con suo figlio Dario è qualcosa che mette in gioco i sentimenti con la professionalità?

“E’ un fatto naturale. Suonare con mio figlio è la cosa più spontanea che si possa fare. Quando proviamo, non parliamo: non diciamo mai ciò che si deve fare, ma viene da sé. E’ una simbiosi cromosomica. Ho suonato con tantissimi pianisti e mi sono trovato bene, così come con lui”.