Regione Umbria: Marco Squarta eletto Presidente dell’Assemblea legislativa dell’ Umbria

59
(Foto: Umbria24.it)

Regione Umbria: Marco Squarta eletto Presidente dell’Assemblea legislativa dell’ Umbria. Come Vice, scelta Paola Fioroni

Marco Squarta (Fratelli d’Italia) è il 19esimo presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. Dopo la seduta di ieri, nella elezione odierna in cui era sufficiente la maggioranza assoluta, Squarta ha ottenuto 13 voti, sette le schede bianche e una nulla. Subito dopo il discorso di insediamento del neo Presidente, il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli ha indicato per la vicepresidenza il consigliere Paola Fioroni (Lega) mentre a nome della minoranza, il consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) ha proposto per la vicepresidenza il consigliere Simona Meloni (Pd). Fioroni è stata eletta con 13 voti, Meloni con 8. Il presidente Marco Squarta nel suo intervento, dopo aver rivolto “un saluto ai cittadini dell’Umbria” ha sottolineato come

“tutti insieme costruiremo l’Umbria del domani. Abbiamo bisogno di ritrovare lo slancio, l’ottimismo, la fiducia. Da oggi dobbiamo rimboccarci le maniche e ricominciare a ripensare l’Umbria per cambiare finalmente marcia ed andare avanti. Le controversie politiche hanno consumato l’Umbria. Il 27 ottobre i cittadini hanno espresso un chiaro desiderio di rinnovamento. Ci batteremo per garantire a tutti un futuro di dignità. L’Umbria è in un difficile momento: la politica deve orientare la rotta e rialzare la testa, andando avanti grazie alle qualità, alla lungimiranza e alla fedeltà agli ideali. Non siamo ancora usciti dalla crisi mondiale, l’economia regionale si è fortemente indebolita, molta gente ha perso il lavoro, migliaia di imprese hanno interrotto le produzioni. La società trascura troppo i giovani. C’è perdita di fiducia nelle Istituzioni. Ci impegneremo fino all’impossibile per affrontare queste sfide: alla resa preferiremo la speranza. In questa Aula privilegeremo l’unità di intenti ai conflitti e alle rivalità, nel rispetto delle diversità. Siamo qui per decretare la fine di alcune prassi che hanno strangolato la politica. Porteremo avanti due princìpi: libertà e felicità. Basta con l’immobilismo e la difesa degli interessi meschini. Ogni cittadino verrà coinvolto nel cammino verso il benessere e la libertà. Servono azioni coraggiose: vogliamo gettare le fondamenta della crescita e creare nuovi posti di lavoro. Miglioreremo le linee digitali, apriremo un dibattito sulle infrastrutture, sfrutteremo la tecnologia per migliorare la sanità. La nostra identità e la nostra cultura sono un patrimonio da mantenere e da esaltare. Le tradizioni e il sapere vanno protetti e non dispersi. Siamo custodi di questa grande eredità, fatta di onestà, coraggio, lavoro, condivisione, correttezza, sacrificio, lealtà, amicizia. La parola comunità sarà il nostro riferimento. Accettiamo con entusiasmo responsabilità e riconoscimento di doveri: nell’assunzione di una responsabilità si esprime la libertà. Libertà è partecipazione. I veri rivoluzionari non distruggono, costruiscono. Credo nella cittadinanza attiva, nel protagonismo generazionale e nell’importanza delle organizzazioni giovanili, e mi batterò affinché siano tenute in considerazione. Il merito dovrà essere il criterio per selezionare le classi politiche del futuro perché se in politica salta la meritocrazia significa che all’impegno prevarrà la fedeltà al capo-corrente. Le azioni della politica devono essere orientate al futuro e non al prossimo appuntamento elettorale. L’architrave di qualsiasi azione di governo è costituita dalle famiglie. Non lasceremo indietro i più fragili e chi soffre. I ritardi e le inefficienze della pubblica amministrazione non saranno più tollerati. Da presidente proseguirò le battaglie di civiltà iniziate sui banchi dell’opposizione. Ricordo con gratitudine le battaglie di Marzio Modena e Luciano Laffranco, uomini che hanno rappresentato lo spirito di servizio e la volontà di trovare un senso in qualcosa solo apparentemente più grande di loro. Anche a loro, voglio dimostrare che avevano ragione e che è possibile fare politica senza necessariamente farsi cambiare dal sistema”.

PAOLA FIORONI (Lega-vicepresidente dell’Assemblea):

“Ciascun consigliere colga lo straordinario significato di essere in quest’Aula, con l’orgoglio di chi è consapevole di rappresentare gli umbri, popolo ricchissimo di storia e di grandi potenzialità, terra fertile di cultura, volontariato e dal grande cuore. Vogliamo pari dignità dell’aula rispetto alla Giunta, c’è una grande condivisione degli obiettivi programmatici da parte di tutte le forze della coalizione vincente. Abbiamo l’ambizione di voler esserem ricordati come quelli del rilancio della regione, di una pagina storica di questo territorio, rispondendo con efficacia e tempestività alle sfide che abbiamo di fronte. Le trasformazioni economiche e sociali devono indurci a un confronto aperto, senza rinchiuderci dentro steccati e campanilismi, ma pensando alla storia e alla cultura di questo territorio. Pluralismo, ricchezza delle espressioni, confronto tra maggioranza e opposizione, proposte alternative e costruttive evitando strumentalizzazioni e contrapposizioni, saranno il nostro metodo di lavoro, con l’obiettivo da parte di tutti di assicurare equilibrio, trasparenza e produttività, con una produzione normativa che è indispensabile per il rilancio della nostra regione. Sentiamo anche la necessità di ridare dignità alla politica umbra, dal nostro operato dipenderà la vicinanza ai cittadini. Credo nel pluralismo e nella democrazia, nella partecipazione. Avviamo un nuovo rapporto con i cittadini, in funzione di quel cambiamento che tutti attendono”.

SIMONA MELONI (Pd-vicepresidente dell’Assemblea):

“Questa istituzione sarà più forte se ciascuno di noi riuscirà a portare il massimo impegno possibile per far funzionare gli organismi. Le istituzioni sono il presidio democratico di ogni cittadino, a prescindere da chi guida l’Assemblea. Servirà il massimo impegno nei confronti delle nuove generazioni, per fare sì che si ritrovi la fiducia nella politica e nelle istituzioni. Auspico un palazzo aperto, capace di accogliere le istanze di tutti i territori, per riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Vorrei che le Commissioni andassero nei territori, nei piccoli borghi, nei Comuni. Occorre ripartire dai territori che molti di noi hanno amministrato. Conosciamo le richieste dei lavoratori, dei genitori per il futuro dei figli, di chi non ce la fa. Dobbiamo promuovere e potenziare i territori e le loro richieste di sviluppo, rendere la regione all’avanguardia, sostenere la crescita delle imprese, la formazione e anche il trattenimento dei talenti di un’Umbria operosa, da riscoprire e supportare. L’Umbria è stata giudicata la regione migliore dagli stranieri che sono venuti nel territorio, ma va anche inserita nei contesti più ampi possibili. Fondi europei da utilizzare appieno. Ricostruzione delle zone colpite, turismo, manutenzione dei monumenti e paesaggio, sviluppo del turismo, sono i temi su cui chiederemo alla Giunta massimo impegno e costanza. Ricordando anche gli obiettivi raggiunti, perché seppur con ritardi e errori è stato costruito un tessuto sociale coeso a cominciare dalla sanità, dato che siamo la seconda regione in Italia per appropriatezza e efficienza dei servizi. Vigileremo affinché nessuno smonti un impianto che funziona, perché la sanità è di tutti. Oggi è la giornata delle persone disabili: molto è stato fatto ma abbiamo il dovere di non fermarci, specialmente per le persone con grandi disabilità, nessuno deve restare solo”.

Dopo il discorso dei vicepresidenti ha chiesto la parola il capogruppo del Pd Tommaso Bori, che ha augurato buon lavoro al nuovo Ufficio di presidenza ed ha chiesto il motivo della seconda assenza consecutiva in Aula dell’assessore alla Sanità, Lucio Coletto.

BIOGRAFIA PRESIDENTE MARCO SQUARTA. Il 27 ottobre 2019 è stato eletto nella lista di Fratelli d’Italia con 6.152 preferenze. Nato a Perugia nel 1979, è avvocato e dipendente di una società di servizi. Nel 2015, a 36 anni, è stato eletto nell’Assemblea legislativa dell’Umbria risultando il candidato più votato del centrodestra con 3.808 preferenze. Nella X Legislatura è stato capogruppo di Fratelli d’Italia e Portavoce del centrodestra. È stato anche presidente del Comitato di valutazione e controllo e vicepresidente della Commissione per le riforme statutarie. È stato nominato portavoce provinciale di Perugia di Fratelli d’Italia e membro della direzione nazionale del partito. Nel 2006 ha fatto parte del Co.Re.Com. dell’Umbria. È stato Vice Presidente provinciale di Azione Giovani, dirigente nazionale di Azione Giovani e vice coordinatore provinciale del PdL.

I 19 PRESIDENTI DAL 1970.

Questi i presidenti del Consiglio regionale dell’Umbria che si sono succeduti dall’istituzione della Regione ad oggi: Fabio Fiorelli, Psi (1970-‘77); Settimio Gambuli, Pci (1977-’78); Massimo Arcamone, Pri (1978-‘79); Roberto Abbondanza, Sinistra Indipendente (1979-‘80); Enzo Paolo Tiberi, Pri (1980-85); Giampaolo Bartolini, Pci (1985); Velio Lorenzini, Psi (1985-‘90); Sanio Panfili, Pci (1990-‘91); Claudio Spinelli Pri (1991-‘92); Mariano Borgognoni Pds (1992-‘93); Giampaolo Bartolini, Prc (1993); Luciano Neri, Verdi-La Rete (1993-‘95); Gianpiero Bocci, Ppi (1995-‘97); Carlo Liviantoni, Ppi (1997-2000) Giorgio Bonaduce, Pdci-Prc (2000); Carlo Liviantoni, (2000-2004); Mauro Tippolotti, Prc/Se-La Sinistra per l’Umbria (2004-2005 e 2005-2009); Fabrizio Bracco, Pd (2009-2010); Eros Brega (2010-2015); Donatella Porzi, PD (dal 2015); Marco Squarta, FdI (dal 2019). La permanenza ininterrotta più lunga alla presidenza di Palazzo Cesaroni è stata quella di Fabio Fiorelli, sette anni, i primi della Regione. Seguono per durata le presidenze Liviantoni, sette anni in due legislature (con la breve interruzione della presidenza Bonaduce); Tiberi, cinque anni nella Terza legislatura; Eros Brega, cinque anni nella IX legislatura; Velio Lorenzini, che diresse l’Assemblea dal 1985 al ‘90 (escluso un mese all’inizio, con Bartolini); Tippolotti, cinque anni in due legislature; Porzi 4 anni e 4 mesi dal 2015 al 2019 (chiusura anticipata della X Legislatura). Più complessi gli anni dal 1990 al ‘95 quando si avvicendarono cinque presidenti: Panfili, Spinelli, Borgognoni, Bartolini e Neri.