Regione Umbria: lotta allo sfruttamento degli esseri umani

621
Regione Umbria: la situazione del personale precario
 

La Regione Umbria è sempre più impegnata sul fronte della lotta alla tratta di esseri umani, attraverso iniziative di sostegno alle vittime di sfruttamento tra le quali rientrano i progetti “Non si tratta” e “Fuori dal Labirinto, per i quali la Giunta regionale ha adottato una delibera che prende atto della quinta proroga – fino al 31 agosto 2016 – dei contributi per la realizzazione degli interventi contemplati nei progetti, concessa dal Dipartimento Pari opportunità. “La Regione Umbria – ha spiegato l’assessore alla coesione sociale e welfare, Luca Barberini- da anni partecipa a tali progettualità in qualità di soggetto proponente e, da sempre, anche grazie a continue interlocuzioni con il Dipartimento per le Pari Opportunità, l’Umbria è considerata come territorio attento politicamente a tale fenomeno, per il quale sono state impostate linee di indirizzo ben definite. Nel mese di giugno, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, ha emanato un bando per il finanziamento di progetti attuati a livello territoriale finalizzati ad assicurare, in via transitoria, alle persone vittime di sfruttamento e tratta, adeguate condizioni di alloggio, vitto e assistenza sanitaria e, successivamente, la prosecuzione dell’assistenza e dell’integrazione sociale. Considerato che il fenomeno, anche in virtù della continua emergenza legata al nord-Africa, interessa in modo diversificato l’intero territorio umbro – ha aggiunto l’assessore – la Regione intende presentare un progetto regionale dal titolo ‘Free life: Fuori dal Rischio Emarginazione ed Esclusione – Liberi Insieme Favorendo l’Emersione’, con l’intenzione di continuare la collaborazione nell’ambito della tutela e protezione delle vittime di tratta e grave sfruttamento sia esso sessuale, lavorativo e di accattonaggio. “Visto che i reati di questo tipo sono fortemente connessi ad altri, come lo spaccio di sostanze stupefacenti, prostituzione, ed economie illecite – ha precisato l’assessore – la partecipazione al Bando può rappresentare quindi l’opportunità di raccogliere le buone pratiche sperimentate nel territorio negli ultimi anni e, al contempo, di poter lavorare sulle criticità che nel tempo hanno reso il percorso difficoltoso, al fine di migliorare un’azione di sistema più efficace”. “La Regione – ha spiegato l’assessore Barberini – ha invitato tutti i soggetti istituzionali e non impegnati a vario titolo nel settore, a manifestare il loro interesse per l’adesione al bando attraverso la presentazione del progetto regionale. Ovviamente, alla progettualità condivisa sono stati invitati tutti i 12 Comuni capofila di zona sociale”. “La tratta degli esseri umani – ha detto l’assessore spiegando il senso dell’iniziativa che la Regione sta mettendo in campo – è un fenomeno complesso che può essere aggredito e contrastato solo agendo contemporaneamente su più leve che tengano conto, singolarmente e complessivamente, con un approccio comprensivo ed in maniera coordinata, dei molteplici aspetti che caratterizzano il fenomeno stesso, che richiede una governance multilivello e multiagenzia”. Le azioni per la lotta alla tratta di esseri umani, a scopo di grave sfruttamento, si muovono sostanzialmente in due canali che ripercorrono il solco del doppio binario della norma italiana: il primo, di assoluto rilievo, è quello di contrasto e repressione del crimine di sfruttamento di esseri umani, affidato a tutte le Forze dell’Ordine, l’altro di prevenzione e protezione delle vittime, affidato ai servizi sociali pubblici e del privato sociale accreditato attraverso l’iscrizione nell’apposita sezione del registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività a favore degli immigrati. Su questo secondo livello, le istituzioni possono fare molto e l’Umbria continuerà a fare la sua parte”.