Ponte San Giovanni, la Consulta lancia l’allarme: “Maggiore decoro per l’area del CVA”

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Ponte San Giovanni, la Consulta lancia l’allarme: “Maggiore decoro per l’area del CVA”. L’associazione continua ad inviare segnalazioni sullo stato di degrado che si è creato intorno alla struttura. Appello al Comune per i secchi di raccolta rifiuti

La Consulta dei Rioni e delle Associazioni continua a monitorare l’area circostante il CVA e a lanciare l’allarme circa lo stato di degrado. Qualche giorno fa il Presidente Gianfranco Mincigrucci aveva utilizzato i ‘social’ per denunciare la totale mancanza di decoro, generata dalla continua presenza di rifiuti e da movimenti anche diurni legati al mondo della prostituzione. Una situazione che ha più volte interessato la vicina Via Cistellini, dove sorge una scuola media.

E’ di qualche ora fa, invece, la polemica relativa al posizionamento di alcuni secchi di raccolta rifiuti (utilizzati principalmente per il mercato del giovedì) a ridosso dell’ingresso del CVA, con il Comune di Perugia e il confinante Centro Socio Culturale 1° Maggio, chiamati in causa dalla stessa Consulta attraverso un post sulla propria pagina Facebook.

Sulla destra c’è l’ingresso del CVA. A sinistra il recinto dei secchi dell’immondizia, nascosti (malamente) con i teli frangisole verdi. La cosa non è accettabile da parte della Consulta che chiede di rimuoverli da quella infelice posizione nel rispetto della Consulta stessa, del decoro urbano e dell’orizzonte visivo.
Il Comune di Perugia invece che confrontarsi con la Consulta, che gestisce il CVA, si è confrontata con il Sig. Baldassarri (Presidente Centro Socio Culturale 1° Maggio) in quanto, secondo lo stesso Comune, il Centro Socio Culturale ha in gestione la cura del Parco Bellini.
Noi della Consulta non vogliamo essere prevaricati e quindi pretendiamo il rispetto delle regole del buon vicinato e quindi delle distanze. La aiuola, su cui è posizionato l’oggetto del contendere, ricade nel periplo del CVA tant’è che quando l’ex centro anziani taglia l’erba, stranamente, non taglia mai quella delle aiuole a ridosso del CVA stesso.
Come si giustifica questa libertà del Centro Socio Culturale di fare o disfare su ambiti che non sono di sua competenza? Come può il Comune consentire questi comportamenti autoritari sulle proprietà pubbliche?