Perugia 1416: il rione di Porta Santa Susanna ha celebrato il gemellaggio con San Facondino di Gualdo Tadino

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Giornata storica per il Rione di Porta Santa Susanna. Ieri pomeriggio, presso la fondazione Marini Clarelli in via dei Priori, il quartiere perugino ha ufficializzato il gemellaggio con la Magnifica Porta di San Facondino e scelto la dama che sfilerà nel corteo storico nel corso della manifestazione, Perugia 1416, dell’11 e 12 giugno.

E’ stato un pomeriggio pieno di emozioni, che si è aperto intorno alle 16.50 quando i tamburini di San Facondino hanno accolto i partecipanti davanti a palazzo degli Oddi.

Tantissimi i cittadini presenti, che hanno letteralmente gremito la sede della Fondazione; presenti anche rappresentanti del Comune e, segnatamente, gli assessori Teresa Severini e Cristiana Casaioli, nonché il consigliere Franco Ivan Nucciarelli.

L’incontro è stato aperto dal saluto di Giovanna Gubbini, presidente della Fondazione Marini Clarelli, che ha confermato pieno sostegno al neonato comitato del rione di Porta Santa Susanna per questo evento e per tutti quelli che in futuro si terranno.

Il saluto istituzionale è stato portato dall’assessore Teresa Severini, che ha espresso grande soddisfazione per una manifestazione così bella ed entusiasmante.

“Porta Santa Susanna è il primo rione che si ritrova ufficialmente. Oggi, dunque, è un grande giorno per Perugia, perché per troppo tempo i rioni sono stati dimenticati. Oggi, invece, i cittadini si ritrovano e riscoprono le loro radici e la loro identità nell’ambito dei rioni, simbolo della comunità perugina”.

Secondo il pensiero dell’assessore Santa Susanna ha compreso appieno lo spirito dell’iniziativa: è la presa di coscienza del territorio, da condividere con tutte le parti della città che storicamente compongono il rione. “La soddisfazione oggi è duplice perché giorno dopo giorno si sta recuperando il rapporto con gli altri centri dell’Umbria, come conferma il gemellaggio tra Santa Susanna e San Facondino di Gualdo. Credo che questa sia l’occasione giusta per lanciare un messaggio: dobbiamo essere uniti ed orgogliosi della nostra storia, perché recuperarla significa soprattutto creare una coscienza per le generazioni future”.

Secondo Severini l’evento di ieri è solo un inizio; l’auspicio, infatti, è che anche gli altri rioni cittadini facciano altrettanto, trasformando il progetto in un grande successo per la città.

Il “motore” del Rione Porta Santa Susanna è Maria Antonietta Taticchi, presidente dell’Associazione Priori, ma da poco tempo soprattutto coordinatrice del neonato comitato rionale. Un comitato che ha avuto la forza di riunire al suo interno, per la prima volta nella storia, tante anime diverse: dall’associazione Priori a quella di Porta Santa Susanna, da San Sisto all’Accademia di Belle Arti fino ad arrivare a Radici di Pietra ed alle proloco del Lago Trasimeno. “Abbiamo intenzione – ha commentato Taticchi – di portare avanti questa iniziativa nel miglior modo possibile perché siamo certi che non potrà che giovare alla città. Perugia 1416, infatti, non sarà solamente un corteo, ma molto di più. Ovviamente il rione di Porta Santa Susanna scenderà in campo con la voglia di vincere”.

La coordinatrice ha rivelato che l’iniziativa di ieri è solo un primo passo di un percorso molto più lungo; ed infatti il comitato ha già in mente numerosi altri eventi, che stupiranno la città. “Il primo grande successo, però, l’abbiamo già raggiunto, riuscendo a riunire tutte le associazioni sotto un unico logo, in una simbolica adesione che guarda al passato, ma soprattutto al futuro, visto che l’obiettivo finale è di coinvolgere i cittadini, partendo dai più giovani”.

Dopo i saluti è stato ufficializzato formalmente il gemellaggio tra Santa Susanna e San Facondino, celebrato dal “capitano” perugino Mario Gambelunghe e dal priore gualdese Fabio Pasquarelli con reciproco scambio di doni. Santa Susanna ha donato una stampa dell’artista Francesco Quintaliani, mentre San Facondino ha risposto regalando lo storico fazzoletto giallo-verde della porta ed uno splendido piatto in ceramica.

Il rione perugino, però, sta lavorando alacremente proprio sulla gadgettistica, per consentire a tutti gli appassionati di poter tenere in casa i simboli del quartiere. Oltre all’esposizione delle opere di Quintaliani, che ritraggono nello specifico Porta Santa Susanna, sono state distribuite le spille (rigorosamente di colore blu) personalizzate col logo del rione. Ma tanto altro è in cantiere.

“Questa è un’iniziativa che risveglia la città da un torpore che l’aveva permeata – ha precisato il Capitano Gambelunghe – sia con riferimento alla conoscenza dei monumenti che della sua storia. Il nostro è un rione ricco di gioielli, a partire dalla Torre degli Sciri  che vorremmo nel tempo aprire costantemente alla visita dei cittadini”.

Santa Susanna spicca nella storia quale quartiere sede di molte famiglie nobili e centro economico della città che si estendeva fino al Trasimeno. Oggi il rione rinasce.

“Questo progetto è stata l’occasione per conoscerci, condividendo una serie di azioni e strategie da espandere anche al di fuori delle mura. In tutto questo vogliamo ringraziare San Facondino per la preziosa collaborazione prestata finora e per quella che ancora ci fornirà”.

Riflettori, poi, per gli ospiti gualdesi. Fabio Pasquarelli, priore di San Facondino, ha ricordato che la sua porta ha sempre cercato di collaborare con quelle realtà che si dedicano alle rievocazioni storiche, perché solo in questo modo è possibile migliorare.

Ricordando che i Giochi delle Porte si svolgono a Gualdo per tre giorni nell’ultimo fine settimana di settembre con l’obiettivo di celebrare il patrono San Michele Arcangelo, il priore ha ricordato che San Facondino è riuscito ad ottenere per ben 11 volte nelle 14 edizioni il premio per il miglior corteo storico, assegnato da una giuria nazionale sulla base di tre requisiti: storicità, costumi e scenografia.

Il consiglio del priore è stato uno solo: “bisogna cercare sempre di seguire la qualità in tutto ciò che si fa”. Infine un augurio a Perugia, affinché la manifestazione di giugno possa ottenere il meritato successo, diventando una vetrina anche per San Facondino e Gualdo tutta.

Dopo il gemellaggio la passerella è stata dedicata all’artista gualdese Daniele Gelsi, membro della Porta di San Facondino, ma soprattutto considerato uno dei costumisti e sarti più quotati in materia di rievocazioni storiche.

Proprio Gelsi ha tenuto una breve “lectio magistralis” per illustrare costumi e canoni di bellezza del tempo. L’artista ha ricordato che nel ‘400 i canoni di bellezza erano molto diversi da oggi. Nel pieno rispetto dello stile gotico, predominava la notevole altezza delle figure e, dunque, la verticalità. Il ‘400, inoltre, era caratterizzato dall’ostentazione dei tessuti, soprattutto in termini di quantità (il riferimento ad esempio è all’uso degli strascichi). Per questo le donne dell’epoca dovevano saper indossare tali costumi ed avere uno straordinario portamento. Dunque non sempre si trattava di donne bellissime o longilinee, tenuto conto del “peso” degli abiti. Ma il ‘400 è stato anche una scuola di grande raffinatezza, con figure delicate ed eleganti, che facevano spesso ricorso ad un trucco leggero.

“I vestiti che riportano al ‘400 – ha sostenuto con orgoglio Gelsi – sono vere e proprio opere d’arte, perché dietro la realizzazione di ognuno di essi vi è un attento studio ed un grande lavoro, che ricomprende anche la tintura, visto che i colori del tempo erano diversi da quelli attuali”. In chiusura Gelsi ha rivolto un invito: di non esagerare sulla filologia, perché Perugia 1416 è anche un modo per fare spettacolo; dunque le fonti lontane non sono da scartare.

Allo stesso Gelsi è stato assegnato, nel corso dell’evento, il difficile compito di scegliere la dama che sfilerà nel corteo storico in rappresentanza del rione di Porta Santa Susanna.

Ben 15 le candidate, di ogni età, che hanno messo a dura prova le certezze dello stesso Gelsi; tanto è vero che, dopo la prima sfilata, l’artista ha avuto bisogno di riunire in una stanza le candidate per un confronto tra loro.

Alla fine, davanti all’ampia platea, la scelta è ricaduta su Marianna Casavecchia.

Il successo dell’evento di ieri è stato confermato, infine, dalle numerose adesioni che il comitato ha ricevuto presso l’apposito tavolo dedicato. In tanti hanno espresso il desiderio di partecipare alla sfilata o, comunque, di collaborare.

“Perché – ha concluso la coordinatrice Maria Antonietta Taticchi – Perugia 1416 non sarà solo per i giorni dell’11 e 12 giugno, ma per tutto l’anno. Vogliamo, infatti, lavorare per rivitalizzare il nostro quartiere e tutta la città in genere, recuperando soprattutto le aree dimenticate”.

Alla fine la festa si è conclusa con il buffet per tutti i partecipanti, grazie alla collaborazione di alcuni esercizi commerciali di via dei Priori che hanno aderito all’iniziativa