Mostra sul Perugino, Fai Umbria e Soroptimist Perugia ne svelano tutti i segreti

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Venerdì 12 maggio, convegno su come è nato ed è stato organizzato l’evento  dedicato al “meglio Maestro d’Italia”. Focus sulla figura del “curatore museale”

   

Tutti i segreti sull’organizzazione della mostra sul Perugino, in svolgimento a Perugia fino al prossimo 11 giugno presso la Galleria Nazionale dell’Umbria. Verranno svelati venerdì 12 maggio prossimo (a partire dalle ore 17), presso la Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni in piazza Italia a Perugia, con il convegno “Making of. Dall’esempio di Perugino, come nasce una mostra”, organizzato dalla Presidenza FAI Umbria e dal Soroptimist International Club Perugia. Prendendo spunto dallo straordinario evento espositivo “Il meglio maestro d’Italia. Perugino nel suo tempo”, l’incontro vuole raccontare il lungo e complesso lavoro organizzativo che sta dietro una mostra di tale rilevanza illustrandone i vari momenti a partire dalla nascita del progetto espositivo con la definizione degli obiettivi prioritari, passando per la scelta e le procedure di prestito delle opere da esporre, fino ad arrivare all’allestimento vero e proprio del percorso espositivo. Relatori del convegno saranno la Dr.ssa Ilaria Borletti Buitoni, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Perugino; il Dr. Marco Pierini, Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria; e la Dr.ssa Veruska Picchiarelli, storica dell’arte della stessa Galleria e curatrice della mostra. Realizzato grazie alla collaborazione del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Perugino e della Galleria Nazionale dell’Umbria, il convegno sarà aperto dai saluti della Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, della Presidente Onoraria del FAI Umbria Nives Maria Tei, del Presidente FAI Umbria Raffaele de Lutio e della Presidente del Soroptimist International Club Perugia Gabriella Agnusdei.

“Il proposito di questo convegno – spiega la Presidente onoraria Nives Maria Tei – è quello di far conoscere al pubblico il grande impegno che richiede una mostra di portata internazionale come quella che oggi propone sotto vari aspetti la valenza artistica del Perugino e che ha ricadute positive sull’intero territorio conferendo ulteriore prestigio alla nostra regione. Un evento simile – continua – non può nascere dalla improvvisazione ma richiede innanzitutto un preliminare complesso studio dell’artista, delle sue opere, del periodo storico-culturale in cui si trovò ad operare, degli artisti con i quali entrò in contatto. Ogni singola informazione costituisce un tassello di quella che poi sarà l’esposizione. A questo si aggiunge il lavoro di progettazione della mostra, di organizzazione della stessa attraverso i contatti con i più grandi musei del mondo, la conduzione delle trattative per i prestiti, gli accordi relativi ai trasporti e alle assicurazioni delle opere, l’allestimento. È evidente come questa iniziativa richieda una grande professionalità da parte di ogni soggetto coinvolto, una cura estrema per ogni dettaglio, una campagna di informazione accurata per raggiungere un vasto pubblico, fatto non solo da addetti ai lavori ma anche da tutti quelli che vorranno conoscere l’artista e la sua terra. Abbiamo quindi voluto dare il giusto risalto all’attività che rende speciale questa mostra che sarà ricordata anche negli anni a seguire. Il compito del FAI non è infatti soltanto quello di far scoprire ed apprezzare il nostro patrimonio artistico ma anche di valorizzare le competenze di coloro che lo studiano e propongono nuove occasioni di confronto culturale. Siamo convinti che solo attraverso la conoscenza può nascer il senso di appartenenza e quindi lo stimolo a conservare e valorizzare tutto ciò che rende unico il nostro Paese”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gabriella Agnusdei, Presidente Soroptimist International Club Perugia: “In occasione di quello che è stato ormai definito come l’anno del Perugino – precisa – abbiamo accolto con estremo piacere la proposta della Presidenza FAI Umbria per un convegno interclub che, partendo dalla magnificenza di questo straordinario pittore, potesse raccontare il “dietro

le quinte” di una mostra che sicuramente rimarrà nella memoria storica della nostra città non solo per la ricorrenza temporale con i 500 anni della morte del Perugino ma, soprattutto, per aver proiettato l’immagine di Perugia nel contesto culturale internazionale. Per il club questo convegno ha una duplice valenza: quella prettamente culturale, in quanto occasione per promuovere e diffondere il nostro patrimonio artistico; e quella educativa e formativa in quanto occasione per conoscere da vicino la professione del “curatore museale”. Una professione spesso ammantata di un fascino vagamente romantico, ma che invece necessita di grandi competenze essendo chiamata ad ideare, progettare e gestire mostre, esposizioni ed eventi artistici curandone l’intera organizzazione. Una professione che oltre a dover contare su solide basi inerenti la conoscenza della storia dell’arte, deve avere ottime capacità organizzative e comunicative nonché una profonda passione per le espressioni artistiche di ogni genere.”