Luppolo: “Valorizzare e promuovere la filiera italiana partendo dall’Umbria”

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Luppolo: “Valorizzare e promuovere la filiera italiana partendo dall’Umbria”. Mancini (Lega) in visita a struttura Agricooper di Città di Castello

“Costruire la Filiera del Luppolo Italiano partendo dall’Umbria è l’ambizioso progetto della rete di imprese che hanno dato vita a ‘Luppolo Made in Italy’. Si tratta di tredici aziende agricole, agroalimentari e di innovazione tecnologica nel settore agricolo, che si sono unite per portare in Umbria una nuova filiera, quella del luppolo”.

   

È quanto sottolinea il consigliere regionale Valerio Mancini (Lega-presidente Seconda Commissione) che ieri, fa sapere, ha fatto visita alla struttura di Agricooper di Città di Castello, che “ospita il centro di raccolta ed essiccazione di Luppolo Made in Italy, accompagnato dal Presidente Stefano Facelli”.

“Questo incontro – precisa Mancini – è stato propedeutico a una seduta della Seconda Commissione che, grazie alla consueta disponibilità dei commissari membri, proseguirà, in sinergia con le istituzioni regionali, il lavoro già avviato dall’assessore regionale Roberto Morroni, per la valorizzazione di questo settore. È stata un’esperienza formativa e molto interessate – scrive Mancini in una nota – assistere personalmente al processo di lavorazione del luppolo, proveniente in questa giornata dalle zone dell’Alta Valle del Tevere e del Trasimeno. Quello del luppolo – spiega – è un mercato in continua crescita e c’è abbondante spazio per inserirvi un prodotto italiano: la sfida di Luppolo Made In Italy nasce proprio da un incremento esponenziale del movimento della birra artigianale. Quello di Città di Castello inoltre, è il centro di sgranatura ed essiccazione più grande presente in Italia e, seppure sia in una fase ancora sperimentale, il prototipo di filiera è già operativo. Questo settore è molto remunerativo, e sostenere la sfida di innovazione della Luppolo Made In Italy porterà all’Umbria un importante incremento dal punto di vista occupazionale e quindi economico. Uno degli obiettivi di questo progetto è quello di valorizzare la sostenibilità ambientale cosicché la produzione di Luppolo biologico possa dare ulteriore lustro alla nostra regione, facendola diventare leader mondiale di questa coltura. La ricerca condotta da Giuseppe Perretti, presidente del Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra (Cerb), colloca il progetto di Luppolo Made in Italy al vertice del panorama italiano sulla qualità del prodotto e sulla ricerca di una nuova gamma di luppoli italiani, oltre a garantire un vantaggio competitivo nel rapporto strategico con le multinazionali del settore brassistico, proprietari dei principali marchi italiani e con le multinazionali del settore del luppolo. La sfida del presidente Stefano Fancelli e del progetto Luppolo Made In Italy – conclude Mancini – è motivo di crescita per l’Umbria, che vanta già molteplici eccellenze conosciute ben oltre i confini nazionali e che ha così l’occasione di affermarsi anche in un settore in pieno sviluppo come quello della birra artigianale”.