“Imprese Possibili”: le società italiane che hanno resistito alla pandemia

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Lo studio di Acacia Group esalterà le performance di 500 aziende italiane “contaminate” dalla crescita

Da un anno ci domandiamo quale sarà l’impatto del Covid-19 sull’andamento delle imprese. Tante previsioni hanno  provato a dare una risposta a questa domanda, ma solo adesso possiamo toccare con mano la realtà” – afferma Francesco Pace di Acacia Group. “Circa 15.000 sono le imprese italiane che hanno già depositato il bilancio 2020 e nei prossimi mesi potremo finalmente verificare gli effetti della pandemia sulle reali performance”.

Da qui nasce l’idea di Acacia Group di raccogliere in uno studio i numeri significativi delle società italiane che meglio hanno reagito e resistito negli ultimi 12 mesi.

Prende forma così il progetto #ImpresePossibili, la selezione delle 500 società “contaminate” dalla crescita.

Nell’anno del Covid-19 Imprese Possibili racconterà storie e sfide d’impresa, testimonianze delle capacità di imprenditori e manager che hanno combattuto contro una delle più grandi difficoltà degli ultimi anni. Modelli di eccellenza imprenditoriale che per noi sono un orgoglio italiano” – continua Francesco Pace

Un’edizione speciale che farà analisi e sintesi del quadro economico nazionale e delle sue performance migliori, focalizzandosi sulle eccellenze distintive, ovvero su quelle realtà e settori che hanno supportato la precaria economia dell’Italia anche sotto la pandemia.
Aziende vincenti che esaltano il “Made in Italy”nel mondo e che fanno dell’eccellenza e della qualità il loro vantaggio competitivo.

Imprenditori vincenti che hanno continuano a raggiungere risultati importanti anche in questo periodo di difficoltà legato al Covid-19 e “capitani d’impresa” che hanno saputo fare squadra, per andare lontano.

Quale il peso di Umbria e Marche in questa analisi?
E’ presto per dare una dato certo – precisa Francesco Pace – “bisognerà aspettare ancora qualche mese per i depositi dei bilanci, e solo allora saremo in grado di analizzare il Bigdata. Certo è che Umbria e Marche insieme rappresentano circa il 3% del Pil italiano, quindi stando alle proporzioni statistiche sulle top 500 ci aspettiamo una presenza di circa 20/25 realtà produttive di rilievo all’interno dello studio”.

Acacia Group metterà quindi in evidenza “i numeri dell’imprenditoria italiana” in un volume istituzionale, che rappresenta l’osservatorio privilegiato sull’economia nazionale e celebra le performance delle aziende che hanno registrato una crescita nel 2020. Uno studio in cui gravitano imprese e persone, per comprendere temi e percorsi di una rivoluzione che coinvolge processi e prodotti, e che possa indicare la direzione per guardare al futuro di una rinascita economica.

Già numerose le imprese che hanno deciso di sposare il progetto in termini di co-branding per favorirne la realizzazione e la diffusione che sarà veicolata gratuitamente a PMI italiane, Istituzioni nazionali, Associazioni di categoria nazionali, Organi di Governo e Istituti di Credito Nazionali.