Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: Presidente Tesei, “Regione Umbria proseguirà l’impegno con azioni concrete”

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: Presidente Tesei, “Regione Umbria proseguirà l’impegno con azioni concrete”. Al termine del percorso saranno coinvolte 9 zone sociali

“Spesso, troppo spesso, la cronaca ci riporta casi di violenza nei confronti delle donne e la Regione Umbria proseguirà nel suo impegno al contrasto di questo triste fenomeno attraverso azioni concrete”.

Così la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Ancora più preoccupante – ha detto la presidente –  è il sottobosco che vede quotidianamente episodi di violenza fisica e psicologica, in casa e negli ambienti di lavoro. Un fenomeno, che non conosce confini di età e geografici, al quale dobbiamo contrapporci tutti, ognuno con il proprio ruolo. Giornate come quella di oggi  – ha proseguito – sono quindi fondamentali per mettere sotto i riflettori una problematica davanti alla quale, a volte, si tende a voltare lo sguardo altrove”.

Per la presidente Tesei “al tempo stesso, però, si deve agire ogni giorno dell’anno al fine di far emergere gli episodi più sommersi, di individuare e condannarne gli autori, di aiutare le vittime, fino ad arrivare ad essere in grado di prevenire e di modificare una forma mentis deviante”.

Il Sistema regionale per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno della violenza di genere è caratterizzato dalla costituzione di Reti territoriali interistituzionali antiviolenza facenti capo ai comuni capofila delle zone sociali. Le Reti sono costituite da almeno il Comune capofila della zona sociale, almeno un servizio specialistico antiviolenza (Centro antiviolenza o Casa rifugio), dall’Azienda sanitaria competente per territorio e in alternativa o in aggiunta dall’Azienda ospedaliera, dalle Forze dell’Ordine, mentre il Centro per le pari opportunità della Regione Umbria (CPO) è componente di tutte le Reti territoriali.

Grazie ad un apposito Protocollo d’intesa in Umbria sono state attivate le Reti di Perugia, Terni, Narni,     Orvieto, l’Unione di Comuni del Trasimeno ed è in costituzione la rete di Spoleto.  Hanno inoltre risposto all’avviso regionale per la costituzione di nuove reti Città di Castello, Foligno e Gubbio e per il potenziamento di quelle già costituite Narni e l’Unione dei Comuni del Trasimeno

Alla fine di questo percorso le Reti costituite sul territorio regionale coinvolgeranno 9 zone sociali su in totale di 12.

Il fenomeno della violenza di genere in Umbria è rilevato attraverso il Sistema di Elaborazione dati Regionali Network Antiviolenza (S.E.Re.N.A.) utilizzato dai servizi specialistici del sistema regionale di contrasto e prevenzione della violenza di genere.

Per l’anno 2019 (dati parziali al 20 novembre e provvisori) sono emersi i seguenti risultati: nel 2019 sono state aperte in totale 670 schede in base a segnalazioni dirette, di cui 30 in emergenza/urgenza, 236 al Cav di Perugia, al Cav Terni 156, al Cav Telefono Donna 128, al Cav Spoleto  54, al Cav Orvieto 33, al Cav Narni   25, al Cav Città della Pieve    8.

Va precisato che il Cav Telefono Donna è il Cav sostenuto dal Centro per le pari opportunità della Regione Umbria e fa parte delle Reti di Perugia e di Terni.

Sempre nel 2019 il numero di donne prese in carico è di 406 di cui 325 nuove prese in carico, ovvero non provenienti dall’anno precedente. Le donne accolte anche con figli minori presso i servizi residenziali per la messa in protezione sono state 28, gli appuntamenti fissati nel 2019 sono stati superiori a 5.700, il numero di ascolti totali di donne è pari a 2.600, 3487 i colloqui effettuati e 2.003 il numero di servizi attivati.

Gli esiti della valutazione del rischio di recidiva della violenza si presentano con i seguenti valori: grado di rischio  alto 37 per cento, medio    56 per cento, basso     7 per cento.

I servizi già resi nel corso del 2019 ammontano a 2003 conclusosi con esito positivo in 1636 casi e negativo per 22, il restante è in corso. Di questi 2.003 servizi, 1454 sono stati resi all’interno delle strutture specialistiche (CAV e Case rifugio) il restante all’esterno.

L’impegno ed il lavoro per prevenire e contrastare la violenza di genere e comunque costante e richiederà uno sforzo notevole da parte di tutte le istituzioni per rendere tutte le Reti efficienti ed efficaci rispetto agli obiettivi che si sono posti. Una particolare attenzione andrà posta in particolare rispetto ai minori vittime di violenza assistita, la cui emersione e il cui sostegno non hanno raggiunto un livello di supporto adeguato.