Foligno, workshop a cura del Cluster Aerospaziale dell’Umbria e Sviluppumbria

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Più di cinquanta imprese, due università e tre centri di ricerca di livello nazionale hanno partecipato al workshop “L’Additive Manufacturing nel settore aerospaziale” che si è svolto presso l’ex Bic della Paciana a Foligno promosso dal Cluster Umbria Aerospace e da Sviluppumbria. Di particolare rilevo il panel degli interventi che, per volontà degli organizzatori, si è concentrato molto sulla concretezza e sull’esperienza realmente effettuata nel campo delle applicazioni industriali di questa nuova tecnologia produttiva, non tralasciando di disegnare i possibili scenari di sviluppo ed le nuove possibilità di utilizzo, ma sempre in un’ottica di sostenibilità tecnico-economica. L’apprezzamento dei partecipanti è stato evidente, essendo stata quella di Foligno una delle rare occasioni in cui l’aspetto pratico ha avuto la giusta evidenza, rispetto a quello teorico ed accademico. Ciò ha comportato l’estensione dell’interesse dal settore aeronautico, anche a quello del biomedicale, dell’ICT, dell’energia e della meccanica di precisione in generale. L’intervento di Paolo Gennaro, responsabile della business unit Additive manufacturing di AVIO General Electric si è concentrato molto sulla concretezza, potendo contare sull’esperienza del gruppo italo-americano nel campo specifico. Il gruppo che applica da anni la tecnologia nel settore aeronautico ed energetico, costituisce una delle basi dati esperienziali più importanti a livello globale. Anche Mauro Varasi, responsabile della ricerca di Finmeccanica ha portato l’esperienza delle divisioni che stanno utilizzando la manifattura additiva con risultati significativi. Parliamo di Alenia, Thales Alenia Space, Agusta Westland e MBDA. A compendio di questi interventi, quelli del Cira (Centro ricerca aerospaziale di Napoli) e del Csm (Centro Studi Materiali di Roma) che hanno argomentato alcune risposte tecniche alle svariate criticità di utilizzo delle polveri metalliche.

”Colgo l’occasione – ha sottolineato Gabrio Renzacci, presidente di Sviluppumbria – di questa interessante iniziativa propostaci dal presidente Alunni, per sottolineare ciò che ITS Umbria (la scuola di alta specializzazione post diploma cui partecipano le imprese) sta realizzando proprio qui nell’ex Bic, l’allestimento di una mini factory da utilizzare per la preparazione anche dei futuri operatori dell’additive. Crediamo che agli sforzi tecnologici e finanziari, debba essere affiancata l’opportunità di trovare anche in Umbria il personale adeguato per poter “dare le gambe” a questi processi produttivi. Credo che i nostri giovani abbiano il diritto di potersi mettere in gioco su queste tecnologie”.

Il Presidente del Cluster Umbria Aerospace Antonio Alunni, nell’esternare la propria soddisfazione per la buona riuscita dell’evento si è complimentato con i relatori per la qualità degli interventi “e per aver rispettato – ha detto – la filosofia del workshop che avevamo proposto, ovvero di essere concreti e dunque di mettere in evidenza le opportunità, ma anche i limiti oggettivi di questa tecnologia. Credo che le imprese socie del Cluster aerospaziale, ma anche le altre che hanno partecipato, abbiano potuto acquisire elementi utili per poter valutare in maniera ragionata le reali potenzialità di un’introduzione della tecnologia nelle rispettive realtà produttive”.