Economia: “Conseguenze per il settore suinicolo umbro del blocco delle importazioni di carne suina da parte della Cina”

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Economia: “Conseguenze per il settore suinicolo umbro del blocco delle importazioni di carne suina da parte della Cina”. Il Consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega) annuncia interrogazione

“La Giunta regionale chiarisca se la decisione della Cina di bloccare le importazioni di carne suina italiana coinvolge anche aziende umbre e quali perdite potrebbe registrare il settore suinicolo umbro. Spieghi inoltre se intende sollecitare il Governo a mettere in atto misure a sostegno e tutela delle imprese esportatrici”.

Lo chiede, con un’interrogazione a risposta immediata (question time) il consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega). Nell’atto ispettivo, Peppucci spiega che

“il 3 gennaio, a Don Guan, le autorità cinesi hanno bloccato due container di carne suina italiana sostenendo, senza alcun fondamento scientifico, una presunta positività delle merci al virus Covid-19. L’Opas, uno dei più grandi macelli italiani autorizzato a commercializzare in Cina, sostiene anche la probabile distruzione di altri 40 container di carne suina, in direzione del porto di Yantian per un valore di circa 2,5 milioni di euro”.

Quelle cinesi, per il consigliere regionale, sono

“accuse assurde e infondate, usate per colpire l’agroalimentare made in Italy, che proprio negli ultimi anni ha investito sulle prospettive di crescita delle esportazioni sul mercato asiatico. La Cina è il primo Paese per consumo di carne di maiale e ciò fa pensare che dietro simili decisioni vi sia la volontà di adottare misure protezionistiche per sostenere la produzione locale di carne, che ha subito una gravissima battuta d’arresto a causa della diffusione della peste suina africana. In questo scenario è opportuno ed urgente adottare tutti gli strumenti necessari per sostenere il settore suinicolo italiano, sia a livello nazionale che europeo, per fare in modo che la grave emergenza epidemiologica da Covid-19 non divenga presupposto di un ulteriore indebolimento della filiera, a danno delle eccellenze agroalimentari italiane”.