Disturbi alimentari e coronavirus, Paola Fioroni: “Il Covid non è solo un virus, è un veicolo di solitudini e disagi”

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Disturbi alimentari e coronavirus, Paola Fioroni: “Il Covid non è solo un virus, è un veicolo di solitudini e disagi”. Al lavoro per un progetto di legge regionale che definisce e valorizza al meglio la rete Dca

 

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza, ma possono insorgere a tutte le età e colpiscono sia uomini che donne. Con l’avvento del covid molte persone si sono ritrovate sole ad affrontare i traumi e le ricadute sono state tantissime.

Il consigliere regionale Paola Fioroni (Lega-vice presidente Assemblea legislativa)  fa sapere di aver incontrato, nella giornata di ieri, la dottoressa Laura Dalla Ragione, responsabile della rete Dca Usl Umbria 1, per parlare di Disturbi del comportamento alimentare e della loro evoluzione durante il Covid 19, queste le parole del consigliere regionale:

“Il Covid non è solo un virus, è un veicolo di solitudini e disagi”, così il consigliere regionale Paola Fioroni (Lega-vice presidente Assemblea legislativa) che fa sapere di aver incontrato, nella giornata di ieri, la dottoressa Laura Dalla Ragione, responsabile della rete Dca Usl Umbria 1, per parlare di Disturbi del comportamento alimentare e della loro evoluzione durante il Covid 19. I Dca sono una categoria di patologie che coinvolgono l’alimentazione sia nella modalità della sua assunzione che nella quantità e qualità del cibo introdotto e riguardano, ormai, trasversalmente maschi e femmine e un po’ tutte le età. In questo ultimo anno, purtroppo, sono aumentate le richieste d’aiuto e le fragilità a causa soprattutto dell’isolamento relazionale vissuto dai nostri ragazzi e ragazze e sono aumentati di circa il 30 per cento i pazienti affetti da Dca, soprattutto giovanissimi, come risulta dal numero verde nazionale, gestito dal ministero della Salute e dal Centro per i Dca Palazzo Francisci di Todi, che ha ricevuto nel 2020, circa il doppio delle richieste di aiuto rispetto al 2019″. Umbria i servizi della rete Dca, che comprendono il Centro palazzo Francisci di Todi, il Centro diurno ‘Nido delle rondini’, il Centro ‘DAI’ di Città della Pieve e il servizio ambulatoriale di Umbertide, unitamente all’attività dell’associazionismo, sono un’eccellenza che va sostenuta e consolidata. Purtroppo assistiamo sempre più a fenomeni di bullismo, stigmatizzazione ed esclusione e a disagi antropologici e sociali connessi alle profonde ferite che questa pandemia ha inferto alla nostra quotidianità. È necessario sempre di più serrare i ranghi , stringere le maglie della rete, e porre attenzione a fornire un sostegno organizzato, normato, strutturato, continuativo ed efficace alle persone che scivolano nel disagio, ed in particolare in questo caso nei disturbi del comportamento alimentare. È inoltre fondamentale prevenire ed intercettare i comportamenti a rischio, informando e sensibilizzando giovani, famiglie e la comunità intera. Per questo – conclude – lavoreremo ad un progetto di legge regionale che definisca e valorizzi al meglio la rete e il suo funzionamento.”