Derby Cascia – Norcia al Curi: una soluzione si può trovare

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Il Perugia Calcio al centro di un’altra polemica legata ad un derby. Dopo la querelle con la Ternana per la “vicenda Gnahorè”, la società del Presidente Massimiliano Santopadre, in compagnia delle istituzioni calcistiche regionali, è finita sotto il mirino del Cascia e del suo massimo dirigente, che nella serata di mercoledì 15 febbraio si sono affidati a Facebook per esprimere il proprio disappunto di fronte al diniego, arrivato da Pian di Massiano, di disputare la gara valevole per il campionato di Prima Categoria, Cascia – Norcia, al Curi il 26 febbraio. Una partita che esula chiaramente da finalità sportive, tanto da essere diventato il “derby della solidarietà”, visto che si sarebbe dovuto giocare proprio il 30 ottobre, giorno del terribile sisma che ha colpito l’Umbria e soprattutto la Valnerina.

LO SFOGO DEL PRESIDENTE DEL CASCIA PIERO MARIANINon parlo della nostra società che di fatti ne fa e tanti , basta guardare quello che stanno facendo le nostre squadre nei vari campionati che stiamo disputando. Parlo di quelle persone che gestiscono il calcio Umbro e del Perugia Calcio che si erano fatti promotori di organizzare il derby Cascia Norcia (rinviato il 30 Ottobre per i fatti che ben conosciamo) al Renato Curi il 26 Febbraio in una giornata di solidarietà. Annunci in pompa magna davanti alla platea di tutti i Presidenti del calcio dilettantistico Umbro, davanti alle tv regionali e a vari giornalisti. La partita si giocherà a Cascia il 26 febbraio, perché il Perugia Calcio ha ritirato la disponibilità del campo per evitare che si rovini. Io non commento, eviterò di farlo in ogni sede, però ci tengo che questo si sappia in giro, per questo vi chiedo, anche agli amici di Norcia, di condividerlo e farlo girare il più possibile, perché è vero che nel nostro territorio ci sono problemi ben più gravi di una partita di calcio , ma è anche vero che non possiamo permettere a nessuno di calpestare la nostra dignità.” (c’è da segnalare che il post nella mattinata di giovedì 16 febbraio non è più visibile sulla pagina Facebook Piero Mariani – Usd Cascia Calcio)

LE RAGIONI DEL PERUGIA – Nell’attesa che la società si affidi ad una nota ufficiale, ammesso che lo riterrà opportuno, si apprende che il “diniego” del sodalizio del Presidente Santopadre sia arrivato in virtù del fatto che il 28 febbraio si disputerà sempre al “Curi” la gara Perugia e Frosinone. Una sfida molto importante per le sorti sportive della squadra di Bucchi, che arriverebbe a distanza di poche ore dal derby della solidarietà, con tutti gli inconvenienti legati alla tenuta del terreno di gioco e alla gestione dei tempi organizzativi. Dinamiche difficili da comprendere dal di fuori, ma che realmente incidono nell’organizzazione di una partita di calcio professionistico. Senza considerare poi, che il Perugia reduce dalla trasferta di Ferrara contro la Spal, ha già programmato per domenica 26 un allenamento mattutino, utilizzando chiaramente le strutture del Curi. Va aggiunto, infine, che Santopadre ha sempre dimostrato grande sensibilità verso le vicende e le esigenze legate al terremoto che ha colpito l’Umbria.

UNA SOLUZIONE SI PUO’ TROVARE – Figc Umbria, Perugia Calcio, Cascia e Norcia, hanno tutti gli strumenti per trovare una soluzione che eviti polemiche rispetto ad una partita di Prima Categoria e soprattutto legata ad un tema sofferto e sentito come quello del terremoto. La partita deve essere giocata al “Curi” perchè può rappresentare un’altra occasione importante per dimostrare la solidarietà delle popolazioni umbre ed in particolar modo della città di Perugia. Da qui alla fine di aprile, termine del campionato di competenza di Norcia e Cascia, c’è tempo e modo per scegliere una data “ad hoc”, magari che esuli dai normali appuntamenti sportivi del fine settimana (prima di Pasqua?), tanto da far diventare il “derby della solidarietà” un evento di rilevanza regionale e nazionale. Il buonsenso prevalga sulle polemiche, soprattutto quando lo sport può aiutare, se pur momentaneamente, a lenire le ferite di una dura quotidianità.