Chiusura E45, la Marini chiede lo stato di emergenza nazionale

129

Chiusura E45, la Marini chiede lo stato di emergenza nazionale. Relativamente alla stima dei danni, la direzione alle attività produttive della Regione Umbria è già al lavoro, insieme alle Associazioni di Categoria e d’impresa, per una prima quantificazione

La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha chiesto  al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al  Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, lo stato di emergenza nazionale per il territorio della Provincia di Perugia, a seguito della situazione di grave criticità creatasi con la chiusura della E45 nel tratto interessato dal viadotto “Puleto”.

“Una situazione – scrive Marini nella lettera inviata a Governo e Dipartimento – che ha di fatto determinato l’interruzione della viabilità di collegamento veloce tra l’Umbria, la Toscana e l’Emilia-Romagna e  la spaccatura del sistema viario SO-NE dell’Italia centrale,  di cui la SS 3Bis Tiberina rappresenta la dorsale fondamentale”. Da qui “i notevoli impatti sociali ed economici sulle comunità e sulle imprese dei territori dell’Umbria, con particolare riferimento alla Provincia di Perugia e ai comuni di Umbertide, Montone, Pietralunga, Lisciano Niccone, Città di Castello, Citerna e San Giustino, caratterizzati sia da una connotazione turistica che da un sistema di attività economiche e produttive, rilevanti nel settore manifatturiero e agricolo, che si basano prevalentemente sull’efficienza di questo collegamento stradale”.

“La totale assenza di vie di comunicazioni praticabili alternative – sottolinea Marini – ha immediatamente causato ingentissimi danni a tutto il tessuto economico e sociale del territorio. La SS 3bis tiberina rappresenta l’unico canale di comunicazione con il resto del Paese per l’importante sistema di aziende e industrie umbre dell’Alta Valle del Tevere che vedono l’arteria stradale interrotta come indispensabile condizione di competizione commerciale.  Analogamente penalizzati sono – per la Presidente –  i lavoratori pendolari tra una regione e l’altra, che si trovano nell’impossibilità di portare avanti le proprie attività se non a fronte di spese per vitto e alloggio insostenibili per le famiglie con l’evidente conseguenza di non poter esercitare diritti costituzionalmente garantiti. Tale situazione potrebbe causare, già nel giro di pochi mesi – sostiene Marini, il dissesto del tessuto produttivo e commerciale di tutto il territorio dell’Alta Valle del Tevere, con pesanti ricadute economiche ed occupazionali per l’intera regione. Pur non essendo ancora conclusa la ricognizione dei danni provocati dalla situazione segnalata – conclude, risulta comunque evidente la necessità di azioni di assistenza, sostegno ai cittadini e alle imprese nonché di interventi urgenti per il ripristino della viabilità secondaria indispensabile per fronteggiare la chiusura dell’E45”.

Relativamente alla stima dei danni, la direzione alle attività produttive della Regione Umbria è già al lavoro, insieme alle Associazioni di Categoria e d’impresa, per una prima quantificazione legata sia alla riduzione dei fatturati delle imprese che ai maggiori oneri sostenuti dalle aziende a seguito della chiusura della E45.

Analoga richiesta al Governo è stata avanzata anche dalle Regioni Toscana ed Emilia Romagna.