Welfare 2.0: Legacoop si candida a diventare primo attore in Umbria

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Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede di Legacoop Umbria, l’incontro “Welfare 2.0 e Welfare aziendale – il mare nostrum dell’esperienza cooperativa”, organizzato da Legacoop Umbria insieme ad Aris Formazione Ricerca e alla Scuola Nazionale Servizi, durante il quale si è discusso dell’importanza del welfare fornito dalle aziende ai propri lavoratori, che permetterebbe alle stesse di aumentare la produttività e il proprio successo.

“Il Welfare 2.0 – afferma Mariella Orsini Docente di Welfare all’Università di Perugia – è la cosiddetta terza via, cioè una delle possibili risposte alla crisi che stiamo vivendo. A questa nuova forma di welfare partecipa tutta la società civile e grazie a questi nuovi attori sociali è una delle maggiori speranze che abbiamo per risolvere il momento di crisi e quindi per produrre benessere”.

Da una ricerca condotta da Swg e pubblicata da Zurich emergono importanti benefici per le imprese italiane che hanno investito in un welfare flessibile in base alle esigenze dei dipendenti. Il welfare aziendale è un motore di crescita per le imprese e uno strumento di competitività ancora sottovalutato. Lo dimostrano i risultati favorevoli di chi lo ha applicato, per 150 euro investito ne sono ritornati all’azienda 300. E qui la cooperazione sociale potrebbe svolgere un ruolo da protagonista strategico per la crescita del Paese, anche perché già garantisce i diritti delle persone rinnovando e rendendo più flessibile l’offerta pubblica di welfare nazionale con la riorganizzazione dei servizi psichiatrici, la rete dei servizi territoriali e l’assistenza domiciliare. Garantendo anche i diritti delle persone e rendendo il sistema sociale e sanitario più equo, trainando l’offerta di servizi pubblici in un periodo dove le risorse finanziarie si stanno riducendo. Il sistema di welfare affermatosi nel secondo dopoguerra è entrato in crisi negli anni 80 del secolo scorso, pressato dalle dinamiche demografiche e dalla necessità di contenere la spesa pubblica. La crisi del 2008 ed il ciclo recessivo hanno poi pesantemente imposto di ristrutturare lo stato sociale, nel mentre sono emersi nuovi rischi sociali e permangono quelli tradizionali già oggetto di intervento del welfare pubblico.

“I provvedimenti legislativi adottati dal governo con la legge di stabilità sia del 2016 che del 2017 – afferma il Presidente di Arcs di Legacoop, Vladimiro Zaffini – consentono di incrementare attraverso un sistema di sgravi contributivi tutta una serie di servizi a favore dei lavoratori dipendenti di tutto il sistema imprenditoriale italiano. Quindi noi come associazione siamo interessati, sia per i nostri soci lavoratori che per la cooperazione sociale, a candidarci autorevolmente a realizzare parte di questi servizi nel sistema imprenditoriale del nostro paese come forma di welfare realizzato all’interno delle aziende”.

Come affermato dal Presidente di Arcs, e sottolineato durante la riunione dal Presidente di Legacoop Umbria Dino Ricci, il movimento cooperativo non vuole perdere questa opportunità e vuole darsi un nuovo ruolo sociale non solo sul pubblico ma anche sul privato. Vuole fornire nuovo welfare. In fondo è un ambito congeniale alle cooperative che fanno parte dell’Associazione che da anni si occupa della cura alla persona, dai bambini agli anziani, avendo fatto del welfare uno dei cavalli di battaglia delle cooperative di servizi. Il ruolo storico legato alla mutualità e l’esperienza consentono di affermare che la presente attesa di modelli integrati di welfare trova un terreno di elaborazione e di concretezza particolarmente peculiare e fertile in questa realtà. Peraltro, la diffusione di esperienze di welfare aziendale confermano la centralità del “benessere dei lavoratori” tra i fattori di successo aziendale.