Umbria: istruzioni per l’uso, parte seconda

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Follia lungo la E45,

Umbria: istruzioni per l’uso, parte seconda. Analisi sul fronte dei trasporti regionali Treni, aerei, arterie stradali, la situazione è critica

Ho voluto attendere un po’, prima di scrivere la seconda parte dell’articolo (istruzioni per l’uso), in quanto vi sono sul fronte dei trasporti regionali numerose notizie – perlopiù pessime – che si rincorrono giornalmente l’un l’altra.

Ed aspettando almeno una buona notizia è passato un po’ di tempo.

La prima di queste pessime notizie è che la E45 si sbriciola, tant’è che la procura di Arezzo ha aperto un fascicolo in merito.

La situazione della manutenzione della principale direttrice stradale regionale – che già definii “disastrosa” – non solo rimane tale.

Ma proprio dove sono stati fatti – negli ultimi anni – interventi di manutenzione, ci si sta accorgendo che a distanza di pochi mesi, tali interventi si stanno già deteriorando.

Non dimenticando che per tali interventi sulla E45 venne modificata per mesi la viabilità, con disagi e lunghe file.

Soldi evidentemente spesi male e disagi inutili per i cittadini.

Passando ai trasporti su rotaia, le notizie non sono per nulla migliori.

Già di per sé la chiusura della FCU – tratta ferroviaria ultracentenaria e storica per la nostra regione – è stato un colpo al cuore di tutti i pendolari.

Nonché un ulteriore appannamento dell’immagine dell’Umbria, dato che la notizia ha avuto ampio risalto extra regionale.

Passare per la zona di S. Anna, vedere la stazione – che era anche un centro di socialità, oltre che di arrivo e partenza – ora vuota con un senso di abbandono e le rotaie invase dalle erbacce stringe il cuore.

Certo è che le ultime notizie non ispirano ottimismo.

Innanzitutto se BusItalia ha esortato i capitreno a prendere la patente per il bus, ciò non depone a favore di una riapertura della FCU in tempi (più o meno) prossimi.

Potrebbe anche far nascere in tutti noi il sospetto che la FCU in realtà non riaprirà mai più – o comunque non come prima – e si stanno preparando i lavoratori ad un’alternativa, centellinando la rivelazione della realtà per non avere un impatto troppo negativo sull’opinione pubblica.

Dalla primavera del prossimo anno si apre un triennio di elettorale importante: politiche 2018, comunali 2019 e regionali 2020.

Evidentemente qualcuno si è reso conto di ciò e sta tentando di limitare i danni.

É stato, quindi, trionfalmente annunciato che la FCU riaprirà la tratta Sansepolcro-Perugia entro un anno (addirittura).

Sì, ma con il piccolissimo particolare che la velocità massima sarà di 50 km/h…

Ritengo che se mi organizzassi con cavallo e calesse, ci metterei meno tempo ad andare da Perugia ad Umbertide.

In ogni caso abbiamo già attivato il count-down e faremo attenzione che l’anno sia quantomeno rispettato.

Sul fronte Frecciarossa per Firenze, invece, continua l’assordante silenzio della nostra amministrazione regionale.

Mentre Ferrovie dello Stato e Trenitalia annunciano investimenti per 5 miliardi nei nuovi treni regionali in tutto il territorio nazionale, iniziando dall’Emilia Romagna.

E l’Umbria rimane al palo.

Ma è con i trasporti aerei che raggiungiamo il vero paradosso.

Già la vicenda Fly Marche – con passeggeri lasciati a terra improvvisamente – e Fly Volare – con un accordo annunciato trionfalmente dalla SASE, ma il vettore non aveva (e non ha) le licenze di volo – hanno tenuto banco quest’estate, facendoci venire il sospetto che forse le risorse pubbliche sui trasporti aerei non sono poi gestite così efficientemente.

Ma poi la SASE – che ogni tanto dà segni di vita – su formale richiesta dei consiglieri comunali del M5S ha ammesso di non avere alcun contratto scritto con Fly Marche.

Quindi – per capirci bene – la SASE ha attivato dal S. Francesco i voli Fly Marche, inducendo tanti cittadini ad acquistare il biglietto, per poi rimanere a terra (con tutti i disagi del caso), sulla base di una cordiale stretta di mano col vettore?!?

A questo punto ha ragione Fly Marche, quando sostiene di non avere alcun obbligo contrattuale nei confronti di SASE…

Quanto alla vicenda Fly Volare un imbarazzato silenzio copre tutta la vicenda.

Alle critiche agostane era stato stizzosamente risposto che entro la metà di settembre la situazione si sarebbe risolta, che Fly Volare avrebbe ottenuto le licenze e sarebbero iniziati i voli.

Siamo all’inizio di ottobre, ma – ad oggi – di Fly Volare e della sua “ottenenda” licenza non si hanno notizie.

E non si parla nemmeno dei 500.000 euro che SASE ha dato a Fly Volare a titolo di caparra.

Tutto è coperto da una patina di “si dice”, “sembra”, ecc., senza che vi siano notizie precise.

Trattandosi di risorse pubbliche – di soldi nostri – una maggiore trasparenza sarebbe quantomai gradita…

Gradiremmo sapere quale strategia imprenditoriale v’è stata alla base del versamento di 500.000 euro di soldi pubblici – a titolo di “caparra” – ad un soggetto che non aveva (e non ha tutt’ora) alcuna licenza per il trasporto aereo di passeggeri.

Come sarebbe gradita – da parte di SASE – sapere con quale strategia e con quale tempistica stia affrontando la vicenda Fly Volare e non questo limbo, in cui c’è il rischio che la notizia cada nel dimenticatoio e la vicenda s’insabbi.

Nel frattempo – visto che dal S. Francesco non v’erano voli per Hub – la SASE ha effettuato un’ottima operazione d’immagine.

Distogliendo l’attenzione pubblica dalle polemiche estive, ha annunciato trionfalmente l’attivazione da Marzo 2018 di un volo RyanAir per Francoforte Main, uno dei più importanti Hub europei.

Ottima notizia, dato che la RyanAir è uno dei principali vettori europei, garanzia di serietà!

Peccato che pochi giorni dopo la stessa RyanAir – a causa di un’errata programmazione delle ferie – ha annunciato la cancellazione di 2.000 voli, lasciando a terra 400.000 passeggeri.

Speriamo che per quando partirà il volo dal S. Francesco per Francoforte, sarà migliorata la programmazione delle ferie di RyanAir…

A costo di apparire ostinatamente critico, non posso – però – trascurare due particolari non di poco conto sul volo per e da Francoforte Main..

Il primo che il volo verso Perugia partirà alle 6,50 che non è il massimo della comodità, obbligando tutti coloro che provengono dalle varie destinazioni a pernottare a Francoforte, prima di tornare a Perugia.

Il secondo che RyanAir ha posto il limite di un solo bagaglio a passeggero: se utilizzassi il volo per Francoforte per andare da mio cugino in Australia o farmi una vacanza in U.S.A., un solo bagaglio sarebbe molto penalizzante e scomodo.

In ogni caso questo “passa il convento”.

Intanto, però, ci si è accorti già piove dentro il S. Francesco, inaugurato solo pochi anni orsono ed il Direttore Farabbi – avendo vinto il concorso all’aeroporto di Lamezia Terme – abbandona il S. Francesco.

E la Regione Umbria?

I nostri amministratori Regionali non hanno il tempo di occuparsi di tutte queste quisquilie, dato che devono dividersi tra una “passerella”, un’inaugurazione ed una commemorazione!!

Intendendo la funzione di “rappresentanza” nel senso più lato del termine.

Per fortuna – come riportano i giornali di oggi – il consigliere d’opposizione Squarta si è attivato e sembra che il 16 ottobre la SASE riferirà al Consiglio Regionale sulla vicenda Fly Volare.

Attendiamo trepidanti novità.

Continueremo la prossima settimana.

Avv. Gian Luca Laurenzi