Todi ricorda il Maestro Piero Dorazio a 10 anni dalla scomparsa

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Domenica 17 maggio 2015, a dieci anni dalla scomparsa del Maestro Piero Dorazio, gli amici ricorderanno la sua vita, l’opera e la sua presenza a Todi ed in Umbria con la giornata-evento sul tema “Piero Dorazio a Todi 1973 – 2005. Gli amici, i ricordi, gli affetti” che si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 18.00 al Nido dell’Aquila di Todi. Organizzata dall’Amministrazione comunale di Todi in collaborazione con gli amici del Maestro, alla giornata interverranno autorità, artisti, storici ed amici di Piero Dorazio. Per l’occasione sarà allestita una mostra di alcuni ritratti del Maestro realizzati dal fotografo Sandro Vannini. Durante la giornata verranno inoltre proiettati vari documentari sull’opera di Piero Dorazio. Per molti anni la presenza a Todi del Maestro Piero Dorazio ha permesso alla città di crescere nella conoscenza delle moderne forme espressive dell’arte e di apprezzare le qualità umane ed artistiche del Maestro. Notevole è tutt’oggi l’influenza culturale che i suoi trent’anni di presenza a Todi ed in Umbria hanno generato.

PIERO DORAZIO – SCHEDA

Piero Dorazio (Roma, 29 giugno 1927 – Perugia, 17 maggio 2005), uno dei padri dell’astrattismo italiano, si era trasferito in Umbria nel 1973 e viveva a Todi, nella frazione di Canonica, in un ex eremo camaldolese, che aveva ristrutturato ed era diventato il suo studio e la sua residenza principale, e dove ha più volte ospitato artisti internazionali, intellettuali e personalità varie.

A volte mi chiedo come ho potuto trascorrere qui in continuazione venti anni della mia esistenza. Notte dopo notte, alba dopo alba, in qualsiasi stagione, per qualche anno sempre da solo, eppure senza ansia e spesso in silenzio. Mi chiedo come è accaduto che tanti anni siano trascorsi e che abbia lavorato tanto, senza che me ne accorgessi. A chi devo questo miracolo? Al silenzio, ai bambini,al tempo, alle ore di ogni giorno che erano tutte mie senza che le contassi, però, come dice Ungaretti: “Senza mai distrarmene”. (Piero Dorazio, 1993)