Sottoscritto il memorandum d’intesa tra Perugia e la città iraniana di Qazvin

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Appuntamento “storico” questa mattina per la città di Perugia. Il sindaco Andrea Romizi, infatti, ha sottoscritto, insieme al primo cittadino di Qazvin, il memorandum d’intesa tra il Capoluogo umbro ed il centro iraniano, preparatorio alla firma di un patto di gemellaggio.

La delegazione iraniana, ricambiando la visita dell’assessore Fioroni a Qazvin di circa un anno fa (settembre 2015), è in questi giorni a Perugia, ove incontrerà, oltre ai rappresentanti del Comune, anche le due Università e rappresentanti delle imprese locali.

All’incontro di questa mattina hanno partecipato, per il Comune di Perugia, il sindaco Romizi, l’assessore Fioroni ed il presidente Varasano. La delegazione iraniana era composta dal sindaco di Qazvin Masoud Nosrati, dal consulente del sindaco e capo dipartimento pubbliche relazioni ed affari internazionali Alireza Monajjem e dall’incaricato d’affari dell’ambasciata Reza Behmanesh.

In sala Rossa presente anche l’On. Adolfo Urso, presidente della Fondazione FareFuturo e FareItalia, tra i fautori dell’accordo Perugia-Qasvin.

Il memorandum, sottoscritto oggi, dà il via ufficialmente alle relazioni istituzionali tra le due città, ed è volto a favorire scambi e cooperazioni nei settori della cultura, turismo, commercio, economia, agricoltura, assistenza sanitaria, sport, istruzione, ambiente, informatizzazione, marketing territoriale, infrastrutture e protezione civile.

Aprendo l’incontro, il sindaco Romizi ha sottolineato che quello di oggi rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso avviato da tempo.

Le nostre due città – ha sostenuto – hanno caratteristiche molto simili. Perugia, in particolare, ha sempre avuto una forte vocazione volta a creare robuste relazioni internazionali ed in Italia è da tutti riconosciuta come una delle più importanti realtà sotto il profilo culturale. Ne sono un esempio il titolo di capitale italiana della cultura 2015 e di capitale italiana dei giovani 2016. Sappiamo che Qazvin è una delle più importanti capitali culturali dell’Iran: per questo siamo onorati della vostra visita ed avremo tantissimi argomenti di cui parlare ed una base solida su cui costruire un rapporto di amicizia e collaborazione.

Qazvin, capoluogo dell’omonima regione, si trova nella zona nord-occidentale dell’Iran, non lontano (150 km) dalla capitale Teheran. Ha quasi 400mila abitanti. Il sindaco Masoud Nosrati, in apertura, ha ringraziato Perugia per la splendida ospitalità e rivolto le condoglianze del suo paese all’Italia per il tragico evento legato al terremoto dello scorso 24 agosto. Nosrati ha presentato la sua città ponendo l’accento sulle importanti potenzialità della stessa, anche sotto il profilo dello sviluppo sostenibile, riconosciute recentemente dall’Onu. A Qazvin ha sede, peraltro, l’associazione delle città poste sulla via delle seta, presieduta dallo stesso sindaco Nosrati. Qazvin è una città storica, con forte vocazione culturale e di antichissima fondazione; è stata, sotto la dinastia dei Safavidi, Capitale dell’impero persiano. In città sono presenti oltre mille reperti storici; la vocazione attuale di Qazvin è fortemente legata all’agricoltura ed all’industria. Altro punto di forza il turismo: situata al centro di un importante crocevia, l’omonima regione ospita ben 60 università con oltre 100mila studenti. Insomma il sindaco ha invitato Perugia e Qazvin a lavorare sulle reciproche potenzialità, con particolare riferimento ad una collaborazione nel settore del restauro dei beni artistici ed archeologici, allo sviluppo di relazioni tra le Università, tra industrie e tanto altro. Infine Norsati ha lanciato una proposta: di inserire Perugia nell’ambito delle città poste lungo la via della seta, tenuto conto della vocazione storica, commerciale e culturale del capoluogo umbro. Su questo progetto una commissione congiunta avvierà uno specifico studio. Il sindaco Romizi ha accolto con grande soddisfazione questa proposta, ma anche quella sul progetto volto alla cura e restauro dei monumenti: “le nostre città hanno patrimoni immensi che devono essere valorizzati e diventare sempre di più una forma di attrazione turistica”.

L’On. Urso, presente alla sottoscrizione dell’accordo, ha segnalato come quello andato in scena oggi sia il primo gemellaggio tra una città italiana ed una iraniana dopo tantissimi anni. Un’iniziativa, dunque, che segna l’avvio di un nuovo percorso. Tra i protagonisti dell’accordo c’è l’assessore Michele Fioroni che, come accennato, un anno fa guidò la delegazione perugina in visita a Qazvin.

Questa è una giornata di festa, ma è altresì un’occasione produttiva. Sembra quasi che si siano incontrate due città, simili tra loro, che erano destinate da tempo ad unirsi. Perugia e Qazvin, città universitarie – ha sottolineato Fioroni – e con temi comuni, soprattutto dal punto di vista produttivo.

Fioroni ha illustrato agli ospiti le caratteristiche della città di Perugia ed aree limitrofe, ponendo l’accento sulle due Università, sul Conservatorio, sull’Accademia di Belle Arti, sulle tecnologie applicate al restauro dei monumenti ed alla produzione di energie, sull’olivicoltura, la meccanica agricola, la produzione di ceramiche.

Ma Perugia ed il suo territorio sono anche distretto del tessile: per questo ci emoziona pensare di far parte di un percorso carico di suggestioni come è la via della seta. Ed ancora il capoluogo umbro è una delle capitali italiane della musica, nonché capitale del cioccolato. Perugia – ha continuato Fioroni – è una città ricca di storia e di tradizioni “che stiamo cercando di riscoprire e valorizzare. Ma è anche luogo d’innovazione e dell’industria. Insomma una città moderna ed antica allo stesso tempo grazie alla sua straordinaria capacità di sintesi tra storia e contemporaneità. Insomma Perugia ha potenzialità straordinarie con infinite ricchezze ed eccellenze. 

La visita a Perugia della delegazione iraniana è proseguita con l’incontro con le due Università. I rappresentanti dell’Ateneo perugino hanno manifestato la massima disponibilità ed apertura ad avviare un rapporto di collaborazione con le Università iraniane.