Riunite ad Assisi le famiglie della Lega del Filo d’oro

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Iniziativa per ‘capire come sviluppare la rete dei servizi’

   

Un centinaio di famiglie provenienti da tutta Italia sono protagoniste a Santa Maria degli Angeli dell’undicesima assemblea nazionale delle famiglie promossa dalla Lega del Filo d’oro.

Una iniziativa “che consente di trasmettersi esperienze e su queste fare riflessioni per capire come sviluppare quella rete indispensabile tra vari servizi che consente di essere maggiormente aiutati” ha detto all’ANSA Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’oro che nel 2023, nelle diverse modalità, ha supportato 1.230 persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.
L’assemblea consente alle famiglie “di uscire rafforzate e più consapevoli dei loro diritti e degli strumenti da utilizzare”, ha affermato Bartoli.

“Hanno anche più consapevolezza – ha aggiunto – che la persona con maggiori difficoltà può avere una vita migliore, arrivare a dei risultati di autonomia di comunicazione che consenta di avere una prospettiva più favorevole per il prosieguo”.
In un contesto nazionale diversificato, con “alcune regioni che hanno meno servizi”, aspetto che “penalizza i ragazzi con disabilità e le loro famiglie”, la Lega del Filo d’oro presente in 11 regioni cerca “da un lato di sviluppare i servizi, ma soprattutto di dare alle famiglie strumenti, informazioni e sostegno”.
L’incontro di Assisi non è solo occasione per raccontare esperienze personali, ma anche per fare un punto sulle necessità. Quelle maggiori “le chiediamo ai familiari proprio in questa assemblea”, spiega Daniele Orlandini, presidente del Comitato dei familiari. “Abbiamo fatto un lavoro per sintetizzarle – ha spiegato – e alcune le possiamo dire: la necessità di inclusione, di ricevere supporto, che metodi di comunicazione per persone sordocieche e pluriminorate aiutino la loro relazione con le altre persone”.
A fronte di queste e altre necessità, evidenzia Orlandini, la Lega del Filo d’oro, che ha la sua sede principale a Osimo, è “per noi un punto di riferimento, perché ci sostiene nel nostro percorso, ci aiuta a farci conoscere e aprire le relazioni dei nostri figli verso il mondo esterno”.