Progetto “Art to Finance”: quando il collezionismo diventa investimento

257

AQUA”, l’incontro di forme, spazi e colori nell’opera pittorica di Gaetano Mongiardi

Da sempre esiste un collegamento invisibile tra arte e finanza, si pensi al banchiere o al mercante nel rinascimento, che da buon mecenate finanziava le case regnanti e in cambio favoriva l’ascesa di importanti artisti del tempo. L’arte contemporanea è prima di tutto capitale intellettuale, capace di aprire nuovi orizzonti anche nel mondo del lavoro influendo positivamente sui percorsi intrapresi e sui risultati ottenuti. L’obiettivo del progetto Art to Finance, di cui il Financial Planner Tiziano Sordini si è fatto capofila, non è quindi solo quello di avvicinare le persone all’arte, ma è anche e soprattutto quello di tradurre un “Asset emozionale” in strategia di diversificazione patrimoniale. “Dal desiderio di promuovere e condividere con il pubblico questo patrimonio culturale, nasce l’impegno a tradurre concretamente i nostri valori nel campo dell’arte- sottolinea Sordini– con la certezza che una progettualità dinamica di eventi ed esposizioni potrà ulteriormente consolidare il rapporto che ci lega al territorio, dando un segnale forte di continuità con il passato e di apertura al futuro.” E non è un caso se Istituti Bancari internazionali come Deutsche Bank hanno aperto un Museo di arte Contemporanea nella nuova piattaforma per l’arte, la cultura e lo sport “PalaisPopulaire” a Berlino, perchè l’arte in banca se sapientemente valorizzata rafforza le relazioni e crea valore. In questo modo il Gruppo Banca Generali contribuisce a sostenere e promuovere artisti contemporanei emergenti e talentuosi, capaci di intercettare ed anticipare tendenze future, come nel caso di Gaetano Mongiardi. Uno dei punti cardine dell’arte, e specie in quella contemporanea, è saper interpretare lo spazio in cui l’opera si colloca. Il che significa da un lato costruire un lavoro site specific, dall’altro collocare le opere in maniera che dialoghino fra loro e con lo spazio stesso. Questo il viaggio nell’espressione contemporanea di Gaetano Mongiardi. Il percorso creativo dell’artista, nato il 21 giugno 1976 a Gasperina (Catanzaro), e da oltre 20 anni residente a Perugia, è segnato inizialmente dall’interesse per l’arte informale e materica. Le sue opere si prestano molto bene ad un fondamentale esercizio di conoscenza ed interpretazione e la sua arte è espressa attraverso l’utilizzo di una diversità di tecniche, pittura, installazioni, fotografia e musica. Il passaggio dall’informale al figurativo avviene in modo naturale e conserva i caratteri dell’essenzialità, con segni e colori studiati e ricercati. L’attenzione dell’artista si dirige sui luoghi e gli oggetti della vita quotidiana, su paesaggi e spazi della vita collettiva.  Ispirandosi nel corso degli anni alla corrente degli impressionisti e post impressionisti passando anche per il minimalismo più puro. La mostra che sarà visitabile fino a Dicembre 2021, presso gli Uffici Private di Banca Generali, ospita una raccolta di opere dedicate all’Acqua, elemento molto caro all’artista; in particolare ai corsi d’acqua presenti nella nostra Regione, come il Lago Trasimeno e il fiume Tevere. A questo si deve il nome latino della nuova esposizione “AQUA” dove compaiono opere nuove ed inedite, dedicate al Tevere, frutto di una passeggiata dell’artista lungo il percorso che costeggia il fiume, a Ponte San Giovanni, mostrandone la forza, i colori e la vita che genera tutt’attorno. In una specie di remake di quelle escursioni degli impressionisti sulle rive della Senna, per Gaetano Mongiardi, le sue tele, tentano di offrire allo spettatore «la possibilità di fare un’esperienza visiva diretta immediata, un’esperienza immersiva unica che si impone alla velocità della luce».Mongiardi ha esposto le sue ultime opere in tre mostre personali: “Still life”, una serie di nature morte, alla Galleria Artemisia di Perugia (2018); “About the lake”, dipinti dedicati al lago Trasimeno, al Museo della pesca di San Feliciano di Magione (2019); “Dritto/Rovescio”, nature morte e scorci urbani realizzati in gran parte durante il recente lockdown per la crisi sanitaria, all’ex Chiesa della Misericordia di Perugia (2021).