Nuova povertà in Umbria. Vinti: “Aumentiamo i salari e le pensioni”

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“Riteniamo necessaria una politica di ripubblicizzazione dei servizi per la collettività e una nuova politica salariale che aumenti stipendi, salari e pensioni. Una politica economica alternativa a quella imposta dall’Europa, che privilegi gli investimenti pubblici e il sostegno ai consumi per i privati”.

   

È quanto afferma Stefano Vinti dell’associazione Sinistra Lavoro Umbria a seguito della denuncia lanciata dall’Adoc, Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori di Uil, secondo cui circa 10mila famiglie umbre avrebbero difficoltà a pagare le bollette. Le sofferenze riguardano soprattutto il pagamento delle utenze domestiche, per l’affitto di casa, le rate del mutuo da pagare, telefonia e connessione internet.

“Due sono i fattori che incidono pesantemente – sostiene Vinti –. Da un lato il fatto che le bollette sono care (più 3,8 per cento della media europea), alla faccia di chi ha predicato che le privatizzazioni dei servizi pubblici avrebbero determinato vantaggi economici per l’utenza finale, dall’altro che i redditi da lavoro e dei pensionati sono troppo bassi, in generale, e in particolare in Umbria dove si registra la più alta percentuale di pensionati al minimo e i salari più bassi del centro-nord”.

“Le prospettive per il 2016 – conclude Vinti – non sono buone. Si stimano, infatti, aumenti di 551 euro a famiglia per acqua, rifiuti, luce, gas, istruzione, trasporti, autostrade, poste e alimentari”.