La prevenzione è l’arma più efficace per combattere il glaucoma

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La prevenzione è l’arma più efficace per combattere il glaucoma. Una patologia oculare caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico, che  si sviluppa con maggiore frequenza oltre i quarant’anni

Il glaucoma è una malattia oculare caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico, che porta ad una graduale compromissione della funzione visiva, prima della visione periferica e poi anche di quella centrale, fino alla completa cecità.

Con il termine “Glaucoma” comprendiamo malattie differenti per cause, sintomi e terapia, tutte accomunate però dalla degenerazione delle cellule ganglionari della retina e delle loro fibre nervose, che formano il nervo ottico e veicolano gli stimoli visivi al cervello.

Complessivamente, questo gruppo di malattie interessa circa il 2 % della popolazione al di sopra dei 40 anni e rappresenta una delle cause più frequenti di cecità nel mondo; in particolare in Italia il 15-20 % dei casi di cecità (oltre 9000 persone) è dovuto alle varie forme di glaucoma.

La forma di glaucoma più frequente, almeno nella razza bianca, è il Glaucoma primario ad angolo aperto, che rappresenta oltre il 70% dei pazienti e colpisce in ugual misura i due sessi, ed ha una predisposizione familiare (non ereditaria) al suo sviluppo.

Il Glaucoma primario ad angolo stretto, invece, è più frequente nella razza gialla e predilige il sesso femminile, ha delle manifestazioni particolari, come annebbiamenti visivi transitori associati ad aloni intorno alle luci, cefalea frontale o dolore oculare transitori: più spesso la malattia esordisce improvvisamente (in piena notte!) con un attacco acuto di forte dolore oculare, cefalea intensa, vomito, nausea, marcato annebbiamento visivo: questo è l’attacco di Glaucoma ad angolo chiuso.

Esistono poi numerose forme di glaucoma secondario, ovvero conseguente ad altre malattie oculari (infiammatorie, traumatiche, metaboliche, molto raramente tumorali), oppure all’uso prolungato di farmaci contenenti cortisonici, soprattutto colliri (Glaucoma da cortisone).

Infine, una forma rara di glaucoma è il glaucoma congenito, dovuto a un’anomalia congenita, a volte trasmesso ereditariamente.

In alcune forme di glaucoma a comparsa giovanile, ereditario dominante, si è perfino identificato il gene responsabile della malattia.

Tutte queste forme sono quasi sempre associate a un aumento dei valori di pressione intraoculare di un liquido presente all’interno dell’occhio, l’umor acqueo. Questo è contenuto in uno spazio presente nella parte anteriore del bulbo oculare, chiamato camera anteriore. L’umor acqueo viene continuamente formato e fluisce all’interno dell’occhio per nutrire le varie strutture, dopodichè viene eliminato passando per una struttura microscopica chiamata trabecolato che si trova in fondo all’angolo irido-camerulare (da qui la distinzione in Glaucoma ad angolo aperto, Glaucoma ad angolo stretto, Glaucoma ad angolo chiuso). Quando si verifica un ostacolo a questo livello, la pressione intraoculare aumenta.

La pressione intraoculare può essere misurata dall’oculista in modo semplice ed indolore, con strumenti chiamati Tonometri: nella maggior parte di soggetti sani essa è compresa tra 10 mm Hg e 21 mm Hg. Al di sopra di questo valore parliamo di ipertensione oculare: ciò in genere determina una compressione meccanica sulle fibre nervose provenienti dalle cellule ganglionari, che vengono danneggiate. Se il meccanismo si prolunga, le cellule ganglionari muoiono per apoptosi e siccome non possono essere sostituite da nuove fibre, si arriva ad una perdita progressiva del campo visivo e, conseguentemente, della vista.

L’ipertensione oculare rappresenta, perciò, il principale fattore di rischio per lo sviluppo del glaucoma.

Esistono tuttavia pazienti affetti da glaucoma che presentano alterazioni tipiche del nervo ottico e del campo visivo nei quali la pressione intraoculare si mantiene entro valori considerati statisticamente nella norma (Glaucoma a pressione normale). In questi casi il danno da glaucoma è conseguente a una maggiore vulnerabilità individuale delle fibre nervose.

Al contrario, esistono pazienti in cui c’è ipertensione oculare che però non si associa a glaucoma (Ipertesi oculari). Essi non sviluppano nel tempo alcun danno del nervo ottico e del campo visivo, nonostante il valore della pressione intraoculare sia statisticamente al di fuori dei limiti della norma.

Oltre all’aumento della pressione oculare, altre cause della comparsa di questa patologia possono essere: l’età superiore a 40-45 anni, i fattori di rischio cardiovascolari, (ipertensione, diabete, aterosclerosi, sindrome vasospastica, cefalea vasomotoria, crisi ipotensive ecc.), la miopia superiore alle 4 diottrie (anche se corretta con trattamento laser ad eccimeri), la presenza di familiari di I° affetti da glaucoma.

In tutte queste condizioni, infatti, può verificarsi, attraverso meccanismi differenti, un danno a carico delle fibre del nervo ottico.

Accenniamo ora alle caratteristiche cliniche del glaucoma ad angolo aperto, il più importante per la razza bianca e per i paesi industrializzati.

Questo ha un decorso insidioso, in quanto resta asintomatico fino alle fasi più avanzate della malattia e il primo disturbo avvertito è solitamente la perdita della visione periferica, cioè del percepire oggetti anche in zone ai margini del campo visivo normale. In altre parole, il paziente è costretto a muovere la testa per “cercare” l’oggetto che vuole vedere.

Purtroppo, quando ci si accorge di questo disturbo, la malattia ha già avuto molto tempo per agire, il danno può essere già molto marcato e, soprattutto, irreversibile.

Anche la terapia immediata e più efficace consente solo di bloccare la progressione del danno, mentre se non curato perfettamente il glaucoma porta successivamente alla perdita della visione centrale, fino alla cecità completa e irreversibile.

Con questi presupposti sarebbe necessario instaurare un programma di prevenzione, per tutte le persone oltre i 40 anni, in particolare coloro che possono presentare uno degli altri fattori di rischio sopra menzionati.

In realtà, nella maggior parte dei casi, avviene che il primo sospetto della presenza di un glaucoma è il riscontro fortuito, durante una visita oculistica effettuata per altri motivi, di una pressione oculare oltre i limiti, poiché valori anche molto elevati di pressione intraoculare possono essere del tutto asintomatici.  Come abbiamo già detto, tuttavia, la presenza di ipertensione oculare non è un elemento sufficiente a porre diagnosi di glaucoma. E’ assolutamente necessaria da parte dello Specialista anche un’attenta valutazione della testa del nervo ottico, dove si raccolgono tutte le fibre nervose delle cellule ganglionari.  Fino a pochi anni fa si valutava con un semplice oftalmoscopio, una lente da ingrandimento e, soprattutto tanta esperienza, oggi si eseguono esami con strumenti sofisticati che, mediante metodi fotografici o di scansione laser ed analisi computerizzata con programmi specifici (OCT – HRT – GDX), forniscono le misure degli strati nervosi delle fibre retiniche e delle cellule ganglionari dell’ordine di micron (millesimi di millimetro).

Inoltre è sempre necessario eseguire uno studio del campo visivo mediante uno strumento chiamato Perimetro Automatico Computerizzato o Campimetro, per misurare estensione, caratteristiche ed eventuali alterazioni della visione periferica e centrale dell’occhio. La combinazione di questi tre esami, Tonometria, Perimetria Automatica Computerizzata e OCT (oppure HRT o GDX) consente lo studio sufficientemente accurato di ogni paziente, per porre diagnosi di glaucoma, e per poterne seguire nel tempo l’evoluzione, instaurando e mantenendo una corretta strategia terapeutica.

Dr.ssa Federica Rondoni