“La manovra All-in è l’ennesimo bluff”

543
 

Per Fabio Paparelli (Pd) “la manovra sembra assomigliare ad un’ultima, disperata, partita a poker in cui la Giunta intende giocarsi l’intero banco prima delle elezioni”

“È stata chiamata “All-in” e, in effetti, la manovra presentata ieri in Regione sembra assomigliare proprio ad un’ultima, disperata, partita a poker in cui la Giunta regionale intende giocarsi l’intero banco prima delle elezioni”.

   

È quanto dichiara Fabio Paparelli (Pd – portavoce opposizione).

“Dopo aver rastrellato le ultime risorse rimaste in cassa il rischio, però, è che la giocata della coppia Tesei e Fioroni – spiega Paparelli – rivela l’ennesimo bluff. Nonostante gli anglicismi usati a profusione, dei quali l’assessore allo Sviluppo economico, Michele Fioroni non sa proprio fare a meno, i bandi usciti in questi anni con l’obiettivo di sostenere l’economia regionale, non hanno portato al successo sperato. Secondo i dati della Cgia di Mestre l’Umbria è l’ultima regione d’Italia a recuperare la ricchezza prodotta in pre-pandemia, con un Pil pro capite sotto la media nazionale e una produttività che risulta ultima tra regioni del centro-nord. Per altro i 120 milioni annunciati con grande enfasi non rappresentano affatto una cifra record mai impiegata prima, visto che mettono insieme tutte le identiche misure che nella legislatura sono state spalmate su più annualità. Questo annuncio dunque, dal sapore elettoralistico, è stato pensato per cercare di mascherare il fallimento consumato sul piano delle politiche economiche industriali promosse dall’assessore Fioroni, che sono state giudicate in una recente indagine statistica ripresa dai giornali, le meno apprezzate in Italia rispetto al segmento. La manovra di fine legislatura – continua Paparelli – appare dunque starata perché non prende in considerazione il vero gap che la regione deve colmare, che è quello della produttività, ne tiene conto di come sono cambiati i bisogni delle imprese dopo la pandemia. La manovra va sostanzialmente a rifinanziare i vecchi bandi confermando l’incapacità di questa Giunta a mettere insieme in tempo utile le risorse del Pnrr con quelle del settennato di fondi europei, per disegnare una prospettiva di sviluppo dell’Umbria basata su innovazione e sulla sostenibilità, capace di colmare quel gap sulla produttività che è la vera stortura del sistema economico umbro. Non aver continuato nel solco del lavoro fatto con tutte le parti sociali sul tema, nel 2019 e aver abbandonato il confronto e la concertazione – conclude – sottolinea ancor di più le fallimentari politiche della destra di governo”.