Gubbio: 25 Novembre appuntamento alla “panchina rossa”

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Proseguono le iniziative in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

 

 

Proseguono gli appuntamenti di riflessione e condivisione relativi alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il prossimo 25 Novembre, una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. Dopo l’incontro di venerdì 18 in biblioteca con la fumettista Sted, autrice della graphic novel “Questo non è amore. L’amore non uccide”, appuntamento alla panchina rossa inaugurata lo scorso anno nei giardini di Piazza 40 Martiri, donata alla cittadinanza dall’associazione “La Volata” grazie alla sinergia tra Commissione Pari Opportunità e gli Stati Generali delle Donne, depositarie della campagna “panchine rosse”.

L’appuntamento è per venerdì 25 novembre alle 16.00 presso la panchina (in caso di maltempo, sotto le Logge dei Tiratori) per un momento di restituzione alla città delle partecipanti al laboratorio di scrittura autobiografica “Souvenir”, curato dall’associazione Umbria in Voce. Il laboratorio ha avvicinato donne di ogni età, che si sono raccontate, confrontate, comprese. Il gruppo condividerà vissuti, emozioni, narrazioni in una chiave di sorellanza e solidarietà. Parteciperà alla condivisione anche il Consultorio di Gubbio, punto di riferimento della Città, l’incontro verrà aperto dai saluti istituzionale dell’Assessora alle Pari Opportunità Simona Minelli.

“La violenza di genere – sottolinea Minelli – affonda le sue radici in un substrato culturale di matrice patriarcale: è violenza anche la mancanza di riconoscimento del lavoro svolto, la negazione di pari opportunità, la discriminazione nell’accesso all’istruzione o alla partecipazione alla vita politica. Le donne nella quotidianità subiscono continuamente, in tutti gli ambienti, abusi misogini che ora arrivano anche attraverso i social media e il mondo dell’informazione. Fondamentali dunque, in questo senso, sono tutte le iniziative culturali di prevenzione e sensibilizzazione e soprattutto l’investimento sulle nuove generazioni, perché solo una vera e propria rivoluzione culturale può evitare che tutte le altre azioni risultino effimere o momentanee.  Le famiglie, ma anche la scuola – chiude Minelli – giocano un ruolo fondamentale per diffondere sin da piccoli l’educazione alla parità di genere e al rispetto delle differenze, la lotta contro ogni forma di violenza. Per far questo è fondamentale che sia chiaro a tutti che la lotta alla violenza di genere non è e non deve essere la “rivendicazione” di una parte, non è una questione politica ma una battaglia di civiltà, di giustizia che deve vedere dalla stessa parte, con la medesima forza e determinazione, tutti e tutte”.