È la stagione del tartufo scorzone, Giuliano Martinelli: per me ‘il numero uno’

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Un frutto della terra più economico e versatile rispetto a Bianco pregiato e Nero pregiato. Proseguono alla Giuliano tartufi anche dei percorsi esperienziali per clienti e turisti

 

 

Una superficie ruvida e rugosa, una forma tondeggiante ma irregolare e un sapore gradevole, ma non troppo intenso. È il tartufo scorzone, anche conosciuto come tartufo nero estivo, la cui stagione di raccolta si è aperta in Umbria il 29 maggio e di cui Giuliano Martinelli, titolare dell’azienda Giuliano Tartufi di Pietralunga, è esperto conoscitore.

“I tartufi estivi vogliono soprattutto caldo e sole – ha commentato Martinelli –, quando saremo nel pieno del mese di luglio saranno perfetti: mentre la scorza è di un marrone intenso quasi nero, dentro la polpa deve essere marrone, se è molto chiara ha poco sapore. In questo periodo questi tartufi hanno un grande vantaggio: si trovano in superficie, esemplari belli grossi, ci sono delle pezzature da 50, 70 grammi. Se hai un cane da addestrare, questo è il momento ideale e l’atmosfera estiva è bellissima”.

Un tartufo che, rispetto ai più noti Bianco pregiato e Nero pregiato, ha caratteristiche differenti ed è molto utilizzato nelle attività di trasformazione.

“Il tartufo estivo è il più economico – ha spiegato Martinelli –, costa mediamente dalle 100 alle 200 euro al chilogrammo, ma è anche il più amato, di facile approccio, si usa tutto, compresa la scorza. È il tartufo più comune, si utilizza per molti prodotti di lavorazione, le salse tartufate contengono una percentuale fino all’80 per cento di tartufo nero estivo. È un tartufo che concilia il prezzo, il buon sapore e la pezzatura, per questo per me è ‘il numero uno’, anche se come gusto continuo a preferire il bianco”.

Un prodotto fondamentale, dunque, che è anche al centro delle “Emozioni”, percorsi esperienziali che la Giuliano Tartufi continua a proporre ai suoi visitatori e clienti.

“Abbiamo ospiti tutte le settimane – ha confermato Martinelli –, li accompagniamo a vedere come si trova il tartufo nei boschi e nelle tartufaie, come si tocca, si conserva e come si mangia, vengono da tutto il mondo e facciamo fare loro un’esperienza con il cane, breve ma vera, autentica. La gente ha voglia di fare questo tipo di attività, il turismo è ripartito, i ristoranti lavorano anche con feste ed eventi, adesso manca all’appello in Italia il turismo asiatico che fa la differenza, quando tornerà anche questo saremo veramente a regime”.