Comunità Energetiche Rinnovabili: Legacoop Umbria accoglie con ottimismo il via libera della Commissione Europea

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Nella foto: Danilo Valenti

Valenti: “Attendiamo i decreti attuativi e i tempi per l’applicazione del decreto, noi siamo pronti”

   

Apprendiamo con soddisfazione che la Commissione europea ha dato il via libera al decreto italiano del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sulle comunità energetiche rinnovabili (Cer). Ad affermarlo è Danilo Valenti Presidente di Legacoop Umbria “Un decreto che attendiamo da diverso tempo e sul quale ci siamo già mossi per tempo, infatti all’attivo abbiamo già diverse Comunità Energetiche Rinnovabili e altre sono pronte alla partenza, appena ci sarà la conclusione dell’iter tecnico-burocratico”.

Proprio per anticipare i tempi, Legacoop Umbria si è già attrezzata per accompagnare le CER in forma cooperativa dalla creazione all’attivazione dei servizi anche attraverso gli strumenti messi in campo da Legacoop nazionale come la piattaforma dedicata www.respira.coop che fornisce assistenza e supporto, e con Coopfond e Banca Etica che consentono di realizzare gli investimenti, gestire le piattaforme di monitoraggio e fatturazione. Per adesso è trapelato, dalla dichiarazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che la misura prevede incentivi per 5,7 miliardi – dei quali 2,2 finanziati con il Pnrr , e che ora il decreto che andrà alla Corte dei Conti rendendo i territori protagonisti del futuro energetico nazionale”.

Il decreto sarà incentrato su due misure come spiegato dalla nota del Ministro: una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa e un contributo a fondo perduto. La potenza finanziabile è pari a cinque Gigawatt complessivi, con un limite temporale a fine 2027. È inoltre previsto per le Comunità realizzate nei comuni sotto i 5.000 abitanti, un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili in relazione all’investimento effettuato per realizzare un nuovo impianto o per potenziarne uno esistente.

I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse.

“Attendiamo fiduciosi – continua Valenti – ci sono ancora vari nodi da sciogliere rispetto ai decreti attuativi e i tempi per l’applicazione del decreto. Abbiamo creduto fin da subito a questa tipologia di strumento, promuovendo sia le cooperative di comunità che quelle energetiche rinnovabili, e siamo pronti a fare la nostra parte. Pensiamo che la cooperazione possa essere il volano di questa nuova misura più democratica, che permetta uno scambio collaborativo nelle comunità”.

La comunità energetica, infatti, rappresenta un modello innovativo di approvvigionamento, distribuzione e consumo dell’energia con l’obiettivo di agevolare la produzione e lo scambio di energia generate da fonti rinnovabili, nonché l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici. Possono far parte della Comunità i cittadini, le piccole e medie imprese e gli enti locali. I soci si dividono in tre categorie: i soci consumatori che consumano l’energia prodotta dagli altri membri della comunità energetica; i soci produttori e consumatori – i cosiddetti prosumer – che possono condividere con gli altri membri della comunità l’energia rinnovabile prodotta che non riescono a consumare ed, infine, i soci finanziatori che possono finanziare gli impianti fotovoltaici realizzati.

“Le CER – prosegue Valenti – nasce per abbassare i costi delle bollette di famiglie ed imprese e per promuovere la produzione di energia 100% green. È inoltre, uno strumento di democrazia energetica che rende protagonisti della transizione ecologica  i cittadini, lasciando tutti i benefici ambientali, sociali ed economici nelle comunità locali. Punteremo su tanti impianti di rinnovabili diffusi nel territorio che minimizzano l’impatto paesaggistico piuttosto che su grandi impianti concentrati in un solo luogo “. Legacoop Umbria, quindi, – chiosa Valenti – ” è pronta alla nuova sfida avendo iniziato per tempo con l’animazione territoriale e l’engagement  dei cittadini, degli imprenditori e degli enti locali”.