Comune di Perugia: la dichiarazione in Consiglio dell’Assessore Pastorelli sulla ‘vicenda social’

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Il Consiglio comunale si è aperto con la mozione d’ordine del capogruppo Giubilei per sollecitare le scuse dell’assessore Pastorelli rispetto alla nota vicenda del suo post di Facebook a commento dei fatti di Capitol Hill.

“L’assessore -ha detto Giubilei- deve dare una spiegazione e scusarsi. È grave che in questi giorni non abbia trovato il modo di farlo. Abbiamo  anche chiesto le sue dimissioni. D’altro canto, il fatto che ne abbiano parlato i tre principali quotidiani nazionali, il tg3, che ci sia stata un’interrogazione parlamentare al riguardo, dimostra che il caso è grave. L’assessore ha sposato la tesi del complotto, -ha aggiunto Giubilei- si è associata alle posizioni della destra più estrema americana, di chi ha inferto una ferita gravissima alla democrazia americana”.

Per Giubilei è mancato un senso di responsabilità politica che, invece, dovrebbe avere chi è alla guida delle istituzioni.

La discussione della mozione, come ha spiegato il Presidente del Consiglio Arcudi, passa dunque in I commissione consiliare come da regolamento. Il presidente della I commissione Nannarone ha, dal canto suo, confermato che essa è già convocata sull’argomento per venerdì 22 gennaio prossimo. In ogni caso, l’assessore Pastorelli -sottolineando la sua presenza alla seduta consiliare anche dello scorso lunedì – è intervenuta in assemblea, senza che venisse aperta la discussione.

“Preliminarmente -ha detto l’assessore Pastorelli- è opportuno puntualizzare due circostanze non di secondario rilievo: la prima è relativa alla erronea informativa circa la mia assenza in Consiglio Comunale tenutosi l’11 gennaio scorso (sul punto è sufficiente verificare la registrazione della seduta per avere conferma del fatto che la sottoscritta era collegata – e quindi presente- alla riunione) ed ho potuto seguire la discussione avente ad oggetto la mozione presentata da parte dei gruppi di minoranza, riguardante la mia persona, che si è limitata alla fase procedurale; il secondo aspetto da chiarire riguarda la pubblicazione della discussa storia di FB di sabato 9 gennaio, ebbene questo non è mai diventato “un post” e come tale non mai stato rimosso, ciò a dimostrazione che quanto pubblicato ha completato i suoi canonici tempi di 24h.Passando al merito dell’episodio, -ha, quindi proseguito- come ho avuto modo di dichiarare agli organi di stampa la sera stessa, mia madre, scomparsa qualche anno fa, era americana, io stessa ho la doppia cittadinanza, ma oltre ad avere un forte legame con gli USA amo la democrazia e sono contro ogni forma di violenza (compresa quella verbale anche sessista di cui sono stata vittima in quei giorni convulsi). Ci tengo a ripetere che il cappotto che indossavo nell’immagine è un capo che utilizzo frequentemente da diversi anni; il colbacco (che non può essere confuso con il copricapo tipico di uno “sciamano” che ha caratteristiche ben diverse) allo stesso modo è da me utilizzato in modo costante durante la stagione invernale, insomma non c’era nessuna intenzione di “scimmiottare” il “capo rivolta” dell’assalto a Capitol, Hill. Si trattava semplicemente di una modalità per esprimere un pensiero personale in un profilo privato, reso pubblico da altri. Nell’utilizzare la frase “spesso ciò che sembra non lo è” non mi riferivo, in alcun modo, alle violenze di Capitol Hill che, ribadisco a gran voce, condanno in maniera più assoluta e categorica (anche da cittadina statunitense). Credevo fosse chiaro che la storia di FB non è stata fatta a sostegno dei golpisti ma di una democrazia, quella USA, che sta attraversando una fase delicata della sua storia. In questi giorni -ha concluso l’assessore- in cui sono stata raggiunta da attestati di stima e comprensione oltre che da critiche spesso sfociate in insulti, ho più volte rivolto il mio pensiero al Sindaco Andrea Romizi, ai colleghi della giunta, ai consiglieri di maggioranza che siedono in questo consiglio, ai collaboratori di tutti i giorni e ai cittadini (tutti) di Perugia. Città di Perugia coinvolta suo malgrado e mio malgrado in questa vicenda, sono queste le ragioni che hanno determinato e determinano nella mia persona molto dispiacere per il fatto che sia creata una situazione come quella di qualche giorno fa”.