Centri di riuso: i paesi partner di “Subtract” si incontrano

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Centri di riuso: i paesi partner di “Subtract” si incontrano. Capofila del progetto europeo è l’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri)

 

 Seppure virtuali, proseguono gli incontri tra i sette Paesi partner coinvolti in Subtract, un progetto del programma Interreg Europe, di cui l’Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri) è capofila,  che si propone di sviluppare la potenzialità dei centri di riuso, centri nati per dare una seconda vita ai tanti oggetti che altrimenti finirebbero in discarica. Giovedì 26 e venerdì 27 novembre, infatti, amministratori ed esperti attivi nel campo del riuso di Italia, Austria, Belgio, Finlandia, Slovenia, Spagna e Svezia, si ritroveranno in videoconferenza per trarre un bilancio intermedio e raccontare le diverse esperienze.

“Saremmo dovuto ritrovarci tutti in Svezia – ha spiegato il direttore di Auri, Giuseppe Rossi –  ma a causa della pandemia in corso non è stato possibile. Concluderemo con i nostri partner questa fase esplorativa prima di dedicarci poi ai Piani d’Azione veri e propri. Alcune idee chiave però sono già emerse. Il riuso di beni in buone condizioni dovrà diventare una priorità, a monte della raccolta differenziata. La politica dell’Unione Europea va in questa direzione e dobbiamo quindi rafforzare la cooperazione di tutti gli attori in Umbria nella catena di valore del riuso per evitare che beni perfettamente funzionanti vengano distrutti troppo presto. L’iniziativa è partita nel 2016 dalla Regione Umbria, con il bando per la realizzazione di nuovi centri di riuso. Dovrebbero nascerne tredici e ad oggi esistono quelli di Perugia, Marsciano e Umbertide. Come Auri, abbiamo ripreso l’impulso della Regione con l’ambizione di radicare il riuso come elemento portante dell’economia circolare nel territorio. Abbiamo proposto con successo il progetto Subtract alla Commissione Europea e siamo partiti ufficialmente nel settembre 2019 con lo scopo di potenziare i centri di riuso e renderli sostenibili non solo ambientalmente e socialmente, ma anche economicamente”.

I partner di Spagna, Slovenia, Austria, Finlandia e Svezia in questo autunno avrebbero dovuto visitarsi reciprocamente, per vedere come operano le diverse realtà. Causa pandemia le visite si sono trasformate in visite guidate digitali dando l’opportunità a un grande gruppo di raggiungere con facilità i vari centri di riuso in Stiria, Svezia e Finlandia.

“Devo ammettere – ha commentato Rossi – che la realtà di Helsinki mi ha intimidito un po’. Ricavi annui di 10 milioni di euro e 200 posti di lavoro sono dimensioni difficilmente immaginabili per l’Umbria. Però non è questo il punto. Ci sono elementi ben trasferibili, come ad esempio la possibilità in Finlandia di poter noleggiare a basso costo un mezzo per trasportare oggetti ingombranti o il database online della Stiria per trovare servizi di riparazione. Per adesso cerchiamo di capire come fanno i partner e raccogliamo le buone pratiche. Questi viaggi virtuali insieme a persone chiave sia nelle istituzioni, in primis la Regione Umbria, sia nel campo, vale a dire nei centri di riuso stessi, sono stati un’ottima occasione per fare ciò”.