A Foligno, Umbria World Fest “S-Confini”

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E’ un connubio tra musica e fotografia davvero unico quello messo in piedi quest’anno da Umbria World Fest. Il tema “S-Confini”, scelto per la 14esima edizione dell’evento in programma a Foligno dal 9 all’11 ottobre, nel contesto del festival viene narrato non solo da un punto di vista fotografico, con artisti e fotogiornalisti che raccontano il mondo in cui viviamo attraverso le loro immagini, ma anche musicale con autori e musicisti che fondono stili e tradizioni di tutto il mondo, abbattendo ogni sorta di barriere con la loro musica. Sono allora tre, uno per giorno, i suggestivi concerti in programma e tutti nel segno del superamento dei confini sonori oltre che geografici e culturali: Julia Kent e Alessandro “Asso” Stefana catapulteranno lo spettatore in una speciale seduta sciamanica con violoncello, loops, suoni ambientali, tessiture elettroniche, blues lisergico, psichedelia folk e ballate desertiche; Rocco de Rosa, compositore lucano instancabile esploratore di linguaggi e sonorità, presenterà “Sonoaria”, giocando con ritmi e melodie che attingono a una memoria sonora collettiva, tra antico e modernità, con tinte profondamente mediterranee; i Radiodervish con il nuovo “Cafè Jerusalem” ci porteranno nella dimensione del café mediorientale, rivelando il carattere multiculturale di una città dove tradizione e modernità si confrontano. In esclusiva per l’Umbria, i Radiodervish presenteranno domenica 11 ottobre (Auditorium San Domenico, ore 21, biglietto 15 euro + prevendita) il loro recente album. Quello dei Radiodervish a Foligno è un ritorno, dopo che si sono esibiti nel 2009 nella chiesa di San Paolo (disegnata dall’architetto Massimiliano Fuksas) con un concerto memorabile e sempre ospiti di Uwf. I Radiodervish presenteranno il loro undicesimo album realizzato attraverso la forma del crowdfunding a cui ha partecipato anche Umbria World Fest. Questo disco ripropone atmosfere sospese tra tradizione e modernità ed è stato creato grazie alla collaborazione del gruppo con Paola Caridi autrice del libro “Gerusalemme senza dio”. I nove brani dell’album raccontano la natura multiculturale della città, narrando contemporaneamente una storia di libertà e di speranza: un amore fra una donna palestinese e un ragazzo ebreo. Gerusalemme, ancora oggi, continua ad essere al centro di un conflitto singolare, ricco di simboli che condizionano la storia e la coscienza del mondo. Anche questo è un lavoro che tiene fede al loro progetto artistico. Nati in Puglia nel 1997 dal sodalizio artistico tra Nabil Salameh alla voce, di origini palestinesi, e Michele Lobaccaro alla chitarra, completati da Alessandro Pipino al piano, i Radiodervish tracciano da subito la rotta della loro poetica musicale, dando vita a un originale cantautorato che amano definire “mediterraneo”. La loro musica è infatti espressione di una visione del mondo ispirata all’incontro e al dialogo tra le culture del Mediterraneo. Altro concerto di prestigio è quello di Rocco de Rosa in programma sabato 10 ottobre (Auditorium San Domenico, ingresso gratuito). A sette anni da “Trammari”, il pianista lucano nel 2015 è uscito con “Sonoaria”, un doppio cd di musica allo stesso tempo attuale e antichissima e fatta da un instancabile esploratore di ambienti sonori differenti. L’attività musicale di De Rosa si divide tra il lavoro di compositore per il cinema (Moretti, Olmi, Reali, Miniero, Genovese) e i documentari, televisione, teatro e danza. Ha fondato e diretto per molti anni  il gruppo multietnico “Hata”, un progetto  nato nel 1996 in seguito alla pubblicazione del cd “Trasmigrazioni”, curato dallo stesso De Rosa con Daniele Sepe e Paolo Fresu. Ora è tornato con un doppio disco tra un “folk immaginario” dai confini incerti, dove far convivere voci e suoni del mondo senza alcun intento filologico, e una parte con il musicista in versione solista con inediti di solo piano.  Venerdì 9 ottobre la sezione musicale si aprirà con il concerto di Julia Kent e Alessandro “Asso” Stefana presso lo Spazio ZUT! (ore 23, biglietto 10 euro + prevendita). I due musicisti catapulteranno lo spettatore in una speciale seduta sciamanica portandolo a lasciarsi andare e dimenticarsi del tempo. Julia Kent è canadese, attualmente vive a New York, compone i suoi pezzi facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. Paolo Sorrentino ha  utilizzato il suo brano “Gardermoen” nel film “This Must Be The Place”, la cui colonna sonora è stata curata da David Byrne. Il bresciano Alessandro “Asso” Stefana, è chitarrista principe della band di Vinicio Capossela, e proporrà la sua musica in continuo movimento fatta di blues lisergico, psichedelia folk e ballate desertiche. Umbria World Fest sarà pertanto, ancora una volta, luogo di sperimentazione e incontro tra culture attraverso un programma ricco oltre che di concerti anche di mostre fotografiche inedite (il Festival ha per questa sezione la prestigiosa supervisione artistica di Marco Pinna, Photo Editor di National Geographic Italia), proiezioni multimediali, workshop di fotografia, incontri d’autore, letture portfolio aperte a tutti e un concorso fotografico. Le mostre di livello internazionale, allestite a palazzo Trinci e palazzo Candiotti a Foligno e al museo di San Francesco di Montefalco sono di: Kirsten Luce, Q. Sakamaki, Guy Martin (queste tre in anteprima mondiale e prodotte da Uwf), Erika Larsen, Lorenzo Meloni/Agenzia Metrography, Pamela Piscicelli, Mario Giacomelli/Ferruccio Ferroni/Aristide Salvalai, Salvatore Buffa.