Tamat e Istituto Capitini: un progetto per inclusione e lotta alla povertà

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Tamat e Istituto Capitini: un progetto per inclusione e lotta alla povertà. Si cercherà il dialogo facendo riferimento all’ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU

Tamat NGO ed Istituto Tecnico Aldo Capitini di Perugia: un importante connubio capace di dialogare su inclusione, lotta alla povertà e accesso all’istruzione. I punti di riferimento? L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Passando per i movimenti  giovanili africani, Thomas Sankara ed Aldo  Capitini. Il tutto mettendosi nei panni di chi si mette in viaggio e attraversa il mare per una vita migliore.

A febbraio 2020 Tamat NGO ha coinvolto 200 studenti dell’Istituto Tecnico Aldo Capitini di Perugia in una serie di laboratori per riflettere sul rapporto tra migrazioni e disuguaglianze globali, su come contribuire (partendo dalla propria realtà) per un avvicinamento agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e all’Agenda 2030 per essere parte consapevole e attiva nelle dinamiche di cittadinanza globale.  E’ stato proprio questo il progetto According to Tomà svolto da Tamat NGO all’interno dell’azione co-finanziata dall’Unione Europea Start the Change coordinata dalla Ong  progettomondo.mnal, progettto che coinvolge 12 paesi  e mira a rendere  giovani e studenti tra i 14 e i 25 anni più informati e consapevoli  per contribuire allo  sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente.

Human Library con Moussa Doumbia 25 anni rappresentante diaspora maliana in Umbria

Il progetto “According to Tomà” è stato per gli studenti dell’ITET Capitini un vero e proprio viaggio verso l’Africa, sulle tracce della figura storica di Thomas Sankara, presidente del “Paese degli uomini integri”, il Burkina Faso, tra il 1984 e il 1987. Aveva pensato a tutto Sankara: alla scuola, alla condizione femminile, alla sovranità alimentare, al debito, aveva pensato persino alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, negli anni ’80.

Testa o Croce con un tiro della moneta la probabilità di sopravvivere al viaggio in mare in cross the sea

Le studentesse e gli studenti hanno avuto modo poi di esplorare materiale audio-visivo, ascoltare interviste e contributi dal reportage Storie InteRrotte – storie di frontiera tra Sahel ed Europa, partecipare alle human library del progetto con giovani rappresentanti della diaspora Maliana e giovani creativi come la talentuosa game designer e attivista Marta Ciaccasassi, ideatrice del gioco di ruolo analogico  Cross the Sea, che tratta il tema della migrazione e l’esperienza personalissima del viaggio migratorio (il lancio della moneta).

Inoltre, sempre all’interno del progetto, il fotografo Paolo Saglia di Giusti Eventi Comunicazione, partner del progetto coordinato da Tamat NGO AwartMali ha prodotto un video diario in cinque episodi sulla sua esperienza sul campo in Mali.

Le studentesse e gli studenti, con il supporto degli animatori ed esperti di Tamat NGO e Marche Solidali e il prezioso coordinamento a distanza dei docenti dell’Istituto, hanno elaborato un manifesto intitolato Bè bogna bala che in bambara, una delle lingue mandingo parlata in Mali,  significa Nessuno Escluso. Il Manifesto è il risultato dell’incontro con la storia degli studenti non vedenti e vedenti della scuola primaria Eco-Poinçon del distretto periferico di Kati (Mali). La scuola è stata fondata dal maestro Youssouf Diakite (affetto anche lui da cecità) con l’obiettivo di fornire un percorso di apprendimento e insegnamento inclusivo e integrato per studenti e insegnanti.

game designer e attivista Marta Ciaccasassi introduce il gioco di ruolo analogico cross the sea

Il manifesto Bè bogna bala intreccia dunque i contenuti di quanto sperimentato all’interno dei laboratori con la mission e vision degli studenti dell’ITET Aldo Capitini, per realizzare un’azione futura a favore della scuola in Mali, per migliorarne struttura e servizi.

Perché lo sviluppo sostenibile si realizza solo quando nessuno ne rimane escluso.  E questo è proprio l’obiettivo principale di Tamat: la cooperazione a tutte le latitudini.