Spazio al sociale: nasce una nuova rubrica de ‘La Voce del Territorio Umbro’

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Spazio al sociale nasce: una nuova rubrica de ‘La Voce del Territorio Umbro’. Nella prima puntata, presente l’educatore della cooperativa ASAD Gabriele Biccini

La Voce del Territorio Umbro si arricchisce di una nuova rubrica video. Il titolo scelto è “spazio al sociale”. Questo appellativo è evocativo dell’obiettivo che si prefigge questa rassegna, ovvero dare spazio ed occuparsi delle fasce più deboli della popolazione: anziani, salute mentale, minori e tutte le disabilità in generale. Di volta in volta, quindi, saranno presenti in studio associazioni, operatori, cooperative sociali e istituzioni. Insomma, sarà data voce a tutti quei soggetti che, quotidianamente, si operano per a garantire servizi e aiutare queste persone più svantaggiate. Nella prima puntata inaugurale, il Direttore Andrea Sonaglia ha avuto come ospite Gabriele Biccini, educatore della cooperativa ASAD. Lo stesso Biccini ha colto l’occasione per presentare il progetto denominato “Partecipation”, iniziativa interamente dedicata ai minori, ma non solo.

“Al giorno d’oggi – esordisce l’educatore – sono sempre maggiori e molteplici le problematiche legate ai minori. Sempre più spesso sentiamo parlare di bullismo, di cyber bullismo ma anche del nuovo fenomeno degli hikikomori. Con questo progetto, noi ci prefiggiamo l’obiettivo di aiutare i giovani di età compresa tra i 6 e i 17 anni, cercando di contrastare le varie problematiche ma soprattutto di prevenirle”.

A in cosa consiste questo progetto? Lo stesso Biccini spiega

“cerchiamo il più possibile di contrastare i vari fenomeni con azioni il più concrete possibile, attraverso le quali cerchiamo di raggiungere non solo i giovani ma anche le loro famiglie. Partiremo, quindi, con alcune campagne di sensibilizzazione nelle scuole, per poi arrivare anche ai genitori”.

L’educatore ha poi illustrato le origini di questo progetto.

“L’idea nasce da un nostro sguardo alla realtà che ci circonda. Esempio lampante è il fenomeno degli hikikomori, noto anche come dell’isolamento totale, ovvero di tutti quei giovani che rifiutano ogni contatto con la realtà, si chiudono nella propria stanza e vivono solamente relazioni virtuali. Nato in Giappone, negli ultimi anni si è sviluppato in maniere esponenziale anche nel nostro paese e, pertanto, abbiamo deciso di contrastarlo”.

Come già detto e più volte sottolineato da Biccini, una delle parole chiave di questo progetto è “azioni concrete”, talvolta anche non convenzionali.

“In questo progetto non ci limitiamo alle pratiche normali, ma ci spingiamo oltre. Ad esempio, in alcune attività, per far sentire maggiormente a proprio agio i ragazzi, ci avvaliamo dei cosiddetti educatori “Pir”, ovvero di giovani di pari età o quasi che, attraverso le loro esperienze positive, aiutano gli adolescenti più in difficoltà a reinserirsi nella società e ad uscire dall’isolamento. Altro fattore importante – prosegue – è cercare di creare situazioni più semplici ed informali possibile. Sempre per rimanere nel concreto, verrà a breve creato un numero verde per mettersi in contatto con noi oppure c’è l’attività spazi aperti, in collaborazione con i vari oratori della diocesi di Perugia, oppure, ancora, creeremo vari contact point per avviare un primo contatto in luoghi del tutto informali. Dobbiamo essere piccoli motori che sviluppano insieme alla comunità benessere e coltivino buone prassi educative”.