Ricercatori Ateneo di Perugia coinvolti in studio su Omega Rabbit

73
 

Ricercatori Ateneo di Perugia coinvolti in studio su Omega Rabbit. “Opportunità importante alimentazione area Mediterraneo”

Si chiama Omega Rabbit, è basato sulla carne di coniglio, e potrebbe diventare un alimento capace di rappresentare una soluzione innovativa per i sistemi agroalimentari dell’area del Mediterraneo e rispondere ad alcune delle grandi sfide che si giocano in queste regioni, a cominciare da quella dell’alimentazione.

La studio vede impegnato un gruppo di ricerca del dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli studi di Perugia.

Ne fanno parte i professori associati Cesare Castellini e Alessandro Dal Bosco, le ricercatrici post-doc Simona Mattioli e Alice Cartoni Mancinelli, la dottoranda Elisa Cotozzolo, l’assegnista di ricerca Claudia Ciarelli, il responsabile delle strutture sperimentali Giovanni Migni e i tecnici Osvaldo Mandoloni e Cinzia Boldrini.

L’Unità di ricerca perugina partecipa al “Prima Ria & Ia – part II” dal titolo “Omega Rabbit: food for health Benefit” che vede come Paesi partecipanti l’Italia (capofila Università di Milano, e con la presenza appunto dell’Università di Perugia), la Francia, la Tunisia e l’Egitto.

La collaborazione punta a esplorare la fattibilità di un nuovo alimento funzionale basato sulla carne di coniglio – in considerazione delle sue peculiarità sul piano nutrizionale e anche riguardo alle potenzialità di allevamento per paesi in via di sviluppo – così da divenire un’opportunità importante per i Paesi dell’area del Mediterraneo come appunto la Tunisia e l’Egitto.

“Si chiama Omega Rabbit in quanto il coniglio, in virtù del suo metabolismo lipidico e di una dieta arricchita con acido linolenico, sintetizza, e soprattutto conserva nelle proprie carni gli acidi grassi polinsaturi, gli omega 3, con importanti effetti sotto l’aspetto nutrizionale e anche di benefici per la salute del consumatore” spiega il prof. Dal Bosco. Altri quattro progetti dell’Unità di ricerca, oltre a Omega Rabbit, hanno ottenuto riscosso apprezzamento sul piano scientifico tanto da ottenere un totale di circa 1.300.000 euro di fondi nazionali ed europei.