PRINA: la Regione smatella la rete dei servizi senza confronto con il Terzo Settore

129
 

PRINA: la Regione smatella la rete dei servizi senza confronto con il Terzo Settore. La partecipazione è una cosa seria la Regione non cerchi scorciatoie

Durate la pandemia le organizzazioni del Terzo Settore della nostra regione hanno dato un contributo essenziale alla vita di migliaia di famiglie: volontari, associazioni e operatori hanno garantito servizi essenziali, si sono prese cura di anziani soli, si sono impegnate nella consegna del cibo, in altre parole si sono prese cura della comunità.

Questo impegno è stato riconosciuto dal Presidente Mattarella che ha premiato i tanti operatori del Terzo settore in prima linea durante l’emergenza sanitaria e dal Presidente del Consiglio Conte che si è confrontato con il Forum del Terzo Settore sia nell’emergenza che nei recenti stati generali dell’economia dove il Forum del Terzo Settore ha partecipato portando proposte e idee.

In Umbria invece la Giunta Regionale, dal momento del suo insediamento, non ha mai avviato un confronto con le organizzazioni del Terzo settore, non ha mai invitato il Forum del Terzo Settore ai tanti momenti di confronto con le parti sociali e cosa ancora più grave in molte occasioni ha cercato di evitare il confronto con le organizzazioni più rappresentative del Terzo settore aprendo il dialogo con alcune realtà individuate in modo arbitrario e poco trasparente, forse perché politicamente vicine alla Giunta di centro destra? Esemplare è quanto sta accadendo con il percorso partecipativo del PRINA al quale sono state invitate alcune associazioni ed escluse in modo ingiustificato altre sino ad arrivare alla censura preventiva avvenuta a danno di alcune associazioni di familiari invitate ai primi incontri e poi non più invitate, forse perché portatrici di punti di vista non in linea con l’indirizzo politico della Regione. In queste settimane siamo stati sollecitati da numerose associazioni escluse dal confronto con la Regione Umbria. A nome di queste associazioni chiediamo all’Assessore Coletto ed alla Presidente Tesei quali criteri sono stati utilizzati per organizzare il confronto con le organizzazioni dei familiari? Come mai non sono state invitate solo alcune associazioni? Perché il Forum del Terzo Settore non è mai stato consultato e non è mai stato invitato agli incontri sul PRINA? Forse perché non ci si vuole confrontare con chi intende difendere la rete dei servizi di welfare che la Regione con il nuovo PRINA intende smantellare? La partecipazione è una cosa seria, il confronto è alla base del processo democratico, non può essere strumentale alla costruzione del consenso politico di una parte. La legge sul Terzo settore impone precisi obblighi agli enti locali che devono coinvolgere gli enti del Terzo settore nella fase di programmazione.