Perugia ai tempi del Coronavirus

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Perugia ai tempi del Coronavirus. Tra sedute in streaming e striscioni di solidarietà verso i cittadini

#Perugianonsiferma. Nei giorni passati, il Comune di Perugia, in linea con tutta Italia, aveva lanciato questo hashtag e, ieri, lo ha realizzato concretamente. Una seduta della Giunta comunale “particolare”, se vogliamo “speciale”, quella che si è tenuta lunedì 16 marzo. È stata, infatti, la prima assemblea 4.0, ovvero la prima a distanza e in via telematica, nel rispetto quindi dei recenti decreti ministeriali che vietano riunioni ed adunanze. Solo il Sindaco Romizi in sede a Palazzo dei Priori, mentre tutti gli altri consiglieri presenti e partecipi dalle proprie abitazioni, connessi dai propri computer. Un modo questo per lanciare un segnale e dare dimostrazione che la città e i propri rappresentanti non si fermano e vanno avanti nonostante l’emergenza. Intanto, in segno di vicinanza ai cittadini, il Sindaco Romizi ha esposto, alla finestra del suo ufficio del palazzo comunale, una bandiera con i colori dell’arcobaleno e con la scritta ormai nota a tutte le cronache “andrà tutto bene”. L’opera è stata realizzata dal genio del maestro perugino, Francesco Quintaliani, artista tra i più noti della città e della regione, che, in questo momento di grande difficoltà, si è messo al lavoro per sostenere ed allietare i propri concittadini.

Foto: Corriere dell’Umbria

Già nei giorni scorsi, infatti, lo stesso Quintaliani aveva rivolto un pensiero ai tifosi del Grifo, dedicando loro una sua opera. Nell’immagine, su sfondo bianco-rosso, è raffigurata Piazza IV Novembre in festa, gremita di gente e di bandiere biancorosse sventolanti. Ma a spiccare è un tifoso con la sciarpa al collo e con in mano un “due aste” che recita “mio folle amore”. Che l’immagine del maestro Quintaliani sia di buon auspicio sia per il proseguimento di stagione (se mai ci sarà) del Perugia Calcio sia, soprattutto, per tutti i perugini che speriamo possano, al più presto, tornare ad affollare e riempire la nostra amata acropoli.

Michele Mencaroni