Lago Trasimeno, iniziato il trattamento anti chironomidi

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Lago Trasimeno, iniziato il trattamento anti chironomidi. Distribuito il prodotto biologico per il contenere le larve. Interventi massicci previsti fino a settembre

In vista dell’estate e dell’arrivo dei turisti, al Lago Trasimeno è già iniziata la lotta ai chironomidi. L’otto maggio il Servizio controllo organismi infestanti della struttura di Igiene e Sanità Pubblica della Usl Umbria1, in accordo con il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università di Perugia, ha effettuato il primo intervento con la distribuzione del prodotto biologico che permette di contenere, nel rispetto della catena alimentare della fauna dell’area, le larve di questi insetti.

E’ necessario iniziare il trattamento proprio in questo periodo perché  le larve nelle fasi iniziali di sviluppo sono più vulnerabili al prodotto biologico e una loro riduzione potrà offrire una minor presenza degli insetti adulti durante l’estate.

Da ora e fino a settembre verranno distribuiti circa 5.000 litri di prodotto larvicida grazie al  finanziamento della Regione dell’Umbria e della Provincia di Perugia. Oltre a questo  trattamento, che viene effettuato con un hovercraft in grado di trattare i bassi fondali dove le larve si trovano nei pressi della costa e delle attività di ricezione turistica, la Provincia di Perugia provvederà a ricollocare le lampade attrattive “Tofolamp” sui pontili e sul fronte lago che contribuiscono ad allontanare i chironomidi adulti dai centri abitati.

Il monitoraggio dei fondali viene effettuato periodicamente nel corso dell’anno anche grazie all’attività di studio e di ricerca finanziata dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli d’intesa con Università degli Studi di Perugia, Usl Umbria 1 e Unione dei Comuni del Trasimeno.

Per contenere i disagi, inoltre, si ricorda ai titolari di ristoranti, campeggi e altre attività turistico-ricettive che si trovano nei pressi della costa, di sostituire le lampade a luce bianca con quelle ad emissione gialla che risultano meno attrattive per i chironomidi.