“Il Partito Democratico prenda le distanze dagli atteggiamenti blasfemi di Umbria Pride”

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La nota di Pastorelli (Lega)

“Il Partito Democratico prenda le distanze dagli atteggiamenti blasfemi contro la Chiesa e contro la religione che si sono verificati nel corso dell’Umbria Pride a Perugia”.

 

È quanto dichiara il capogruppo regionale della Lega, Stefano Pastorelli.

“Il capogruppo del Pd in Regione Umbria, Simona Meloni – spiega Pastorelli – che fino al giorno prima aveva chiesto rispetto per la piazza, adesso dimostri di essere coerente con sé stessa e chieda scusa per le volgarità a cui abbiamo assistito. Chi chiede rispetto deve imparare a rispettare, invece, come temevamo, il corteo Umbria Pride si è rivelato palcoscenico di insulti gratuiti e oscenità. Lo testimoniano le foto e i video che disegnano l’altra faccia dell’evento, quella che sfugge a certi media, ma non a chi come noi guarda oltre l’apparenza delle cose e delle parole che vengono scritte nei comunicati stampa. Come in quello della Meloni, appunto, dove i concetti di tolleranza, inclusività e pace si scontrano con quanto visto e sentito durante l’evento di Perugia. Bambini costretti a guardare spettacoli indecorosi di gente in pose oscene, insulti gratuiti nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni, blasfemie lanciate dal palco contro la religione cristiana e vergognosi attacchi contro i parroci dell’Umbria trattati tutti da pedofili ‘con le mani nelle mutande dei bambini’. È questo – prosegue Pastorelli – quello che pensa il Partito Democratico? È questo il progressismo e la democrazia in cui si rispecchia anche il Partito Democratico che tanto ha difeso questa manifestazione? Quello stesso partito che mette gli uni contro gli altri, che grida ‘o con noi o contro di noi’, che divide, che separa, che individua un nemico verso cui incitare la folla. Con una mano – conclude – si chiede rispetto e comprensione, con l’altra si insulta e si offendono in modo indecente non solo valori fondanti come la famiglia e la fede, ma chi si ‘permette’ di avere visioni diverse dalle loro. Ci dica la Meloni se questo è rispetto. E chieda scusa”.