“I Colori dell’anima”, la musica itinerante dell’Associazione Pannonica

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Si amplia l’offerta musicale a Perugia, con una nuova rassegna musicale diffusa di 7 concerti (per ora), da giugno a settembre in vari spazi della città

   

 

Nata principalmente dall’idea, dall’impegno e dal fuoco creativo di un gruppo di donne, Pannonica Jazz Club è un associazione di promozione sociale che ha lo scopo di diffondere e promuovere  la musica Jazz, la musica contaminata da stili e forme vivaci, la musica dell anima. Ma anche la musica di giovani autori e di artisti di respiro nazionale e internazionale. Donne che insieme fanno del loro  tempo libero un pezzo di arte, poesia musica, scrittura, lettura, cucina e fotografia, mettendo insieme frammenti artistici comuni da offrire alla città e il territorio di residenza.

Pannonica, il nome di una farfalla che é anche nel logo dell’Associazione e che era il nome di Pannonica Rothschild de Koenigswarter, detta Nica, la mecenate britannica che è stata una fautrice e una divulgatrice di arte e musica, che supportò molti musicisti Jazz del suo tempo, su tutti Thelonious Monk.

Pannonica, un gruppo di donne la cui mission é quella di creare e progettare eventi musicali e non solo, in varie location: teatri, scuole, musei, biblioteche, parchi e luoghi d arte promuovendo il talento di artisti capaci di incantare e valorizzare gli spazi fisici e i luoghi dell anima.

Ed ecco quindi “I Colori dell’anima”, una rassegna di concerti che da giugno a settembre arricchiranno l’offerta culturale di Perugia, spalmati in varie location: il ristorante Umbrò, il residence Domus Volumnia, il cinema Méliès e l’Arci di S. Erminio.

Si inizia venerdì 14 giugno con l’Eugenia Canale Trio, al Ristorante Umbrò. La band, composta da Eugenia Canale al pianoforte, Sonia Spinello voce e Mario Mariotti alla tromba presenta Flow: “un progetto musicale che possiede in primis le stimmate dell’unicità, in cui, già al primo contatto aurale, le due titolari dell’impresa, Sonia Spinello ed Eugenia Canale, riescono a risucchiare il fruitore in vortice di sensazioni lontane dai fragori dell’era del metaverso e del Web 4.0, dove tutto viene strillato o confezionato in maniera ridondante”.