Gubbio: inaugurata la targa in ricordo della Tipografia “Oderisi”

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E’ stata inaugurata questa mattina giovedì 8 giugno la targa « CASA NARDELLI, SEDE OPERATIVA DELLA TIPOGRAFIA “ODERISI” EDITRICE dal 1928 al 1985 », istallata presso il ponte del Camignano in via Tondi, 30, dove aveva sede l’attività tipografica della famiglia Nardelli. Erano presenti tra gli altri il sindaco Filippo Mario Stirati, l’assessore Augusto Ancillotti e il professor Gustavo Benedetti.

«E’ doveroso rendere omaggio a chi ha costruito il nobile passato di Gubbio – ha commentato il sindaco Stirati – ricordando in tal modo l’intensa e prestigiosa manualità nel campo della stampa tipografica, sotto la guida dell’ingegnare Luigi Nardelli che rilevò la società “Scuola Tipografica Oderisi” e la trasformò in “Casa Editrice”, qualificandone l’attività con lavori scientifici e matematici di alto livello, riferimento per il mondo, anche se ha vissuto questo onore con riservatezza e senza eccessivi clamori. E’ tanto più importante oggi, come esempio e stimolo per i giovani che sanno cogliere le sfide del design e della modernità, per rinnovare e rilanciare il patrimonio esistente».

Il professor Benedetti ha poi tracciato una breve storia della tipografia.

«La Casa Editrice “Oderisi” nacque a Gubbio nel 1920 come una Società Anonima Cooperativa denominata “Scuola Tipografica Oderisi”, per esercitare ‘l’industria tipografica nelle sue varie manifestazioni’. Quasi subito, nel 1923, la Cooperativa si trasformò in Società Anonima per Azioni, con 60 soci iniziali e tale restò fino al 1965. Nel 1966 divenne una Società in Nome Collettivo e poi, dal 1968, Ditta individuale fino al 1985, anno della cessazione. È interessante notare che essa nacque per volontà di intellettuali come don Enrico Giovagnoli, don Francesco Baleani, don Luigi Rughi, don Origene Rogari, o di avvocati come Francesco Fanelli, Luigi Stirati, Giovanni Clementi, Lamberto Marchetti, ecc. E un intellettuale era anche l’ing. Luigi Nardelli, diplomato tecnico superiore in Industrie Elettromeccaniche al Politecnico di Torino, che ne fu dapprima direttore tecnico e poi, dopo un periodo di assenza da Gubbio, anche principale azionista e amministratore delegato. Della Tipografia egli divenne l’anima, lo spirito propulsore. Sotto la sua direzione la “Oderisi” potenziò l’attrezzatura per la composizione matematica, pubblicando autorevoli Riviste e Testi universitari che egli era riuscito a far convergere a Gubbio. A questi si aggiungevano anche pubblicazioni di carattere filosofico, storico, letterario, religioso, come specificato in questo volume. Alla sua prematura scomparsa, nel 1951, la direzione della “Oderisi” fu assunta dalla figlia Maria Giuseppina, la quale, non senza fatica, proseguì nell’attività editoriale per altri 34 anni, fino al 1985, pur nella tentennante stabilità economica che sin dall’inizio e sempre aveva accompagnato la vita della Tipografia. Anche la dott.ssa Nardelli riuscì a portare a Gubbio molte opere matematiche, Atti di Congressi e Convegni, pubblicazioni periodiche, tra le quali va specialmente segnalata, per la sua importanza, la rivista Calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, organo ufficiale dell’Informatica italiana, che nacque a Gubbio e qui si stampò ininterrottamente per 22 anni fino alla chiusura della Tipografia. Per questa preziosa collaborazione editoriale il CNR ha ringraziato ufficialmente la dott.ssa Nardelli (come ricordato nella targa) per aver ‘contribuito, con impegno e generosità, e senza riconoscimenti, alla diffusione della cultura informatica in Italia’. Dopo la chiusura della “Oderisi”, mia moglie Maria, quasi alla ricerca di un conforto, continuò a scrivere ai matematici amici, che le rispondevano lettere piene di affetto e gratitudine. Le pubblicazioni targate «Tipografia “Oderisi” Editrice» si trovano nelle Biblioteche del mondo, e là resteranno per sempre. Quello che ci legava, me e la mia indimenticabile sposa, era, oltretutto, il nostro comune amore per la tipografia, la tipografia di allora, intendo dire, cioè quella dell’era Gutenberg, con composizione a mano dei testi a caratteri mobili, una tecnica che favorisce lo sviluppo del pensiero. Diceva il grande pedagogista francese Frenet, che il miglior modo per far apprendere ai ragazzi un argomento, è quello di farglielo comporre tipograficamente. A questa esperienza devo anch’io, in gran parte, lo sviluppo dei miei pensieri. Difatti è proprio nell’atmosfera della “Oderisi” che il mio pensiero si è animato, chiarito e tradotto nelle mie pubblicazioni. In questo senso, potrei dire di essere anch’io un prodotto di questa Tipografia! Peccato che una tecnica tipografica così formativa sia ormai superata dall’avvento dell’informatica. Superata, ma non del tutto cancellata. Infatti, cosa singolare, proprio qui a Gubbio oggi stiamo assistendo ad un piccolo miracolo di rinascita di questa tradizione artigiana legata al libro, dovuta all’editore Alessandro Sartori, che ho avuto il piacere e il privilegio di conoscere, il quale ha riproposto con l a casa editrice ‘unaluna’ non solo la vecchia stampa a caratteri mobili, ma ha trasformato il libro, come oggetto, in una vera e propria opera d’arte. Purtroppo la morte ci ha privato della sua presenza, ma non della sua idea, che continua ad essere portata avanti dalla sua cara moglie Anna Buoninsegni, con una forza e una capacità – bisogna dirlo – del tutto fuori del comune. Scrittrice di altissimo livello letterario, vincitrice di numerosi premi di poesia nazionali e internazionali, Anna sta ampliando il progetto con vecchie macchine di stampa artigiane, banconi pieni di caratteri mobili di legno e piombo, ecc., che sta acquistando in giro per l’Italia, con cui ha impiantato qui a Gubbio un laboratorio per i giovani degli Istituti della Città, a cominciare dal ‘Liceo Artistico’, lanciando per loro un segno di speranza concreto e pieno di possibilità. Chissà che questa tradizione artigiana legata al libro, non debba un giorno entrare a far parte dell’immagine di Gubbio nel mondo!».